Gestione in cattività dei rettili

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Gestione in cattività dei rettili 2017-11-24T19:36:24+00:00

Gestire correttamente i rettili in cattività significa fornire condizioni ambientali (spazio, temperatura, umidità, substrato, fotoperiodo, ecc.) adeguate, un’alimentazione corretta, igiene e un habitat quanto più possibile privo di stress. Ciò mette il sistema immunitario del rettile nelle condizioni migliori per assicurare uno stato di salute ottimale.
La stragrande maggioranza dei problemi che si riscontrano nei rettili in cattività sono legati, direttamente o indirettamente, ad errori di gestione. Se la gestione in cattività non riesce a soddisfare le esigenze dell’animale, questo finirà per soccombere facilmente a infezioni opportuniste a causa della depressione del sistema immunitario. Occorre sottolineare inoltre che errori di gestione possono causare direttamente problemi di salute (come ad esempio ustioni nel caso di sistemi di riscaldamento inadeguati o occlusioni intestinali nel caso di scelta di un materiale di substrato inadatto).

Gestione all’aperto

Le tartarughe dei climi temperati, in particolare le Testudo, non sono adatte ad essere allevate in terrario e possono essere mantenute in modo soddisfacente solo all’aperto, purché in recinti di dimensioni adeguate, a prova di fuga e di attacco da parte di predatori (dai cani ai topi) e con una buona esposizione al sole. Peraltro, molte specie di rettili tropicali e deserticoli (es. Chelone sulcata, G. pardalis, iguana) possono essere vantaggiosamente esposte all’aperto durante le ore più calde, ma nella stagione fredda e durante la notte vanno ricoverate in terrario.

Anche tartarughe esotiche dei climi caldi, come queste giovani G. nigra, durante la bella stagione beneficiano notevolmente della possibilità di stare all’aperto

Anche tartarughe esotiche dei climi caldi, come queste giovani Geochelone nigra, durante la bella stagione beneficiano notevolmente della possibilità di stare all’aperto

La sistemazione ideale è rappresentata da un giardino soleggiato e a prova di fuga, o comunque un ampio spazio recintato ricco di erbe di campo. La presenza di una recinzione è indispensabile sia per prevenire la fuga delle tartarughe, sia per impedire che vengano aggredite da cani, e inoltre per evitare che vengano schiacciate dalle automobili (eventualità purtroppo molto frequenti). La recinzione deve essere interrata per almeno 10 cm, per evitare che le tartarughe possano fuggire scavando una galleria al di sotto, e deve essere liscia, perché spesso questi rettili hanno discrete capacità di arrampicarsi, e alta almeno 40 cm. La superficie ideale è di almeno 10 m quadrati per tartaruga. La presenza di bassi cespugli permette di creare indispensabili ripari e zone d’ombra.

Recinzione e casetta per proteggere le tartarughe

Recinzione e casetta per proteggere le tartarughe

Un altro tipo di casetta per la protezione dal caldo eccessivo e dal freddo

Un altro tipo di casetta per la protezione dal caldo eccessivo e dal freddo

Le Testudo giovani (sotto i 10 cm di lunghezza) e in particolari quelle neonate richiedono precauzioni particolari per la loro piccola taglia, quindi il recinto deve essere adatto alle loro dimensioni.

La protezione da possibili predatori e la prevenzione della fuga è particolarmente importante per le tartarughe neonate. Un vivario all’aperto di questo tipo garantisce la massima sicurezza.

La protezione da possibili predatori e la prevenzione della fuga è particolarmente importante per le tartarughe neonate. Un vivario all’aperto di questo tipo garantisce la massima sicurezza.

Le tartarughine possono accedere a una casetta che le protegge dal caldo eccessivo e in cui possono rifugiarsi di notte

Le tartarughine possono accedere a una casetta che le protegge dal caldo eccessivo e in cui possono rifugiarsi di notte

Il corretto rapporto tra numero di maschi e di femmine è fondamentale per evitare gravi danni. Nelle tartarughe mediterranee il corteggiamento è piuttosto brutale, con il maschio che sperona e morde la femmina; nel caso di Testudo hermanni la situazione è anche peggiore a causa di uno sperone corneo nella punta della coda con cui il maschio può causare serie lesioni alla compagna. Le femmine possono subire lesioni tanto gravi da portarle alla morte, perché non hanno modo di sottrarsi ai corteggiamenti come accadrebbe in libertà. I maschi tra loro sono molto competitivi e lottano facendosi del male. Per evitare che le femmine vengano stressate e lesionate dai maschi è importante il corretto rapporto dei sessi: per ogni maschio ci dovrebbero essere almeno 5-6 femmine, in modo che dividendo le sue attenzioni tra tutte abbia meno possibilità di ferirle. In caso contrario le uniche soluzioni consistono nel tenere maschi e femmine in recinti separati o cedere i maschi di troppo.

Il terrario

Il terrario non deve essere un semplice contenitore del rettile, ma deve rappresentare una replica in miniatura del suo ambiente naturale, un ambiente privo di stress e che fornisca al rettile le condizioni di cui ha bisogno per vivere adeguatamente.

Esistono fondamentalmente due tipi di terrario. Il primo cerca di ricreare un ambiente “naturale”, più somigliante possibile all’ambiente naturale del rettile, mediante l’utilizzo di piante, rocce, tronchi, ecc. L’aspetto è sicuramente più gradevole ma la pulizia più complicata.
L’altro viene detto mantenimento semi-sterile, e consiste nel ridurre al minimo le decorazioni e gli elementi di arredo. Garantisce una maggior igiene, e viene utilizzato in particolare per le quarantene e la gestione dei soggetti ammalati.

I requisiti indispensabili di un terrario sono:
• essere a prova di fuga
• avere dimensioni adeguate alla specie e al numero di soggetti che contiene
• fornire le condizioni ambientali adatte
• essere facile da pulire e accudire
Una considerazione aggiuntiva può essere il costo.

Del terrario dovremo considerare i seguenti elementi:
• Struttura
• Dimensioni
• Temperatura e riscaldamento
• Acqua e umidità
• Ventilazione
• Illuminazione
• Substrato
• Arredo
• Collocazione
• Igiene

Struttura

• Acquistato o fatto su misura
• Materiale: vetro, plexiglas, plastica, fibra di vetro, legno…
• Facilità di pulizia
• Robusto e a prova di fuga
• Resistente all’umidità e al calore
Il materiale con cui è costruito il terrario influenza le condizioni al suo interno, per cui è una scelta importante. Il vetro è un ottimo materiale, facile da pulire e disinfettare, non risente dell’umidità, permette un’ottima visuale. Il coperchio può essere costituito da un’apposita struttura che permette di inserire le lampade per l’illuminazione e il riscaldamento.
La plastica ha lo svantaggio che si graffia e con il tempo risulta antiestetica. La fibra di vetro è pure un ottimo materiale; essendo opaca, può essere utilizzata per il fondo e i tre lati.
Il legno permette di costruire su misura dei terrari molto grandi. Però per renderlo resistente all’umidità deve essere trattato con vernici impermeabilizzanti non tossiche.
La struttura ideale è quella priva di angoli, molto facile da pulire.

Dimensioni

La dimensione minima del terrario deve essere tale da permettere un comportamento naturale, in primo luogo la termoregolazione. Spostandosi secondo la necessità tra zone più calde e più fredde del terrario la tartaruga può mantenere entro i valori ottimali la propria temperatura corporea.
Fanno eccezione le specie di zone tropicali, dove la temperatura subisce cambiamenti minimi nel corso della giornata e delle varie stagioni. In questo caso la temperatura del terrario può essere relativamente costante.

Un fattore importante nel decidere le dimensioni del terrario è il numero di individui presenti. Infatti molti rettili sono altamente territoriali e facilmente lottano tra loro. Le lotte possono causare lesioni più o meno gravi e stress. Se si tengono insieme più soggetti si devono fornire nascondigli e barriere visive, assicurare per ogni soggetto nascondigli, accesso ad acqua, cibo e calore e controllare l’insorgenza di segni di stress e aggressione
Se si vuole tenere più soggetti insieme, occorre considerare la natura territoriale della specie. I maschi sono generalmente più territoriali, soprattutto nella stagione riproduttiva. Si devono comunque fornire spazi sufficienti per tutti i maschi dominanti, e assicurare inoltre nascondigli per i subordinati. I camaleonti maschi vanno rigorosamente alloggiati da soli.
E’ necessario evitare di sistemare insieme specie che provengono da climi diversi, per la difficoltà di creare habitat che soddisfino tutte, e rettili piccoli con rettili carnivori di taglia maggiore, per il rischio che vengano divorati. Come regola generale mescolare soggetti di provenienza diversa, anche se appartenenti alla stessa specie, comporta il pericolo di trasmettere agenti patogeni (virus, batteri e parassiti) tra i vari rettili.
Maggiore è lo spazio a disposizione dell’animale, migliori saranno le sue condizioni di vita. In fondo, vivere rinchiusi in una scatola di vetro non è una condizione fisiologica. Quando si compra un rettile giovane, va presa in considerazione in anticipo la taglia che raggiungerà da adulto. Una delle cause principali di abbandono dei rettili è l’impossibilità di fornire uno spazio adeguato ad un animale che ha raggiunto una taglia considerevole, come accade tipicamente con le iguane e le tartarughe palustri americane (emididi).

Temperatura e riscaldamento

Il concetto di gradiente termico

I rettili essendo ectotermi sono molto sensibili a variazioni della temperatura ambientale. Ogni specie ha una temperatura corporea preferita, che mantiene spostandosi da zone più fredde a zone più calde e viceversa. Da qui si vede l’importanza di fornire nel terrario un gradiente termico, per permettere questo tipo di comportamento. Inoltre si deve fornire un gradiente tra il giorno e la notte, abbassando di qualche grado la temperatura notturna.
Allo stesso tempo occorre porre la massima cura affinché i sistemi di riscaldamento siano scelti e collocati in modo da prevenire le ustioni.
Si deve tenere presente che i rettili possono essere uccisi da una temperatura eccessiva in un tempo molto breve. La luce del sole che colpisce il terrario di vetro riscalda l’interno a tal punto da provocare in pochi minuti un surriscaldamento letale.
Il terrario deve di solito essere riscaldato artificialmente. Si può ottenere un gradiente di temperatura ponendo la fonte principale di calore in un angolo del terrario: in questo modo la temperatura decresce progressivamente man mano ci si allontana dalla fonte di calore. Il gradiente che si ottiene dipende direttamente dalla dimensione del terrario e dall’intensità della fonte di calore.

Concetto di gradiente termico: la temperatura all'interno del terrario dimininuisce sia in senso orizzontale che verticale man mano che ci si allontana dalla fonte di calore.

Concetto di gradiente termico: la temperatura all’interno del terrario diminuisce sia in senso orizzontale che verticale man mano che ci si allontana dalla fonte di calore.

Il problema dei terrari di piccole dimensioni è che tendono a riscaldarsi in modo uniforme, anche se si usa una fonte di calore di bassa intensità, e quindi è difficile creare un adeguato gradiente termico.
Il gradiente va verificato con l’uso di almeno due termometri. Il gradiente ottimale da fornire varia da specie a specie.
La fonte di calore deve essere posta in modo da non essere raggiunta dal rettile, il che gli provocherebbe gravi ustioni.

Sistemi di riscaldamento

“Rocce calde”
Le “rocce calde” sono rocce naturali o artificiali che racchiudono all’interno una resistenza elettrica. Si pongono dentro il terrario e il rettile si riscalda ponendovi sopra. Questi elementi forniscono un riscaldamento dal basso, che è innaturale per la maggior parte delle specie, che si riscaldano per l’irradiazione del sole. Sono inoltre causa molto frequente di ustioni. Il loro uso è sempre sconsigliato.

Una cosiddetta "roccia calda", controindicata come fonte di calore

Una cosiddetta “roccia calda”, controindicata come fonte di calore

Cavetti, materassini
Materassini e cavetti possono essere utilizzati per riscaldare il fondo del terrario in modo da fornire un riscaldamento di base, e vanno di solito integrati con una fonte di riscaldamento localizzata dall’alto (lampadina). In genere si lascia libera una parte del fondo per permettere un gradiente di temperatura.
Occorre aver cura di porli sotto il terrario, e non a contatto diretto con il rettile. Se posti all’interno del terrario, anche se ricoperti con cartoni o materiale del fondo, sono causa molto frequente di gravi ustioni.

Cavetti riscaldanti

Cavetti riscaldanti


Lampadine

• a incandescenza
• di ceramica (senza emissione di luce)
• a “luce notturna”
• a luce infrarossa

Vari tipi di lampade utilizzabili per riscaldare il terrario: lampadina ad incandescenza, faretto, lampada di ceramica

Vari tipi di lampade utilizzabili per riscaldare il terrario:
lampadina ad incandescenza, faretto, lampada di ceramica

Le lampadine ad incandescenza (le normali lampadine “da casa”) hanno il vantaggio di essere economiche, e regolando le dimensioni e i watt permettono di ottenere diverse temperature. Se si utilizzano insieme con un termostato per regolare la temperatura, hanno lo svantaggio che la luce va e viene in continuazione, accorciando molto la durata della lampadina. Tra le lampade ad incandescenza vi sono i faretti, lampadine in cui una parte è stata trattata per bloccare parzialmente l’emissione della luce, in modo da concentrare il fascio luminoso.
Le lampadine che emettono luce non devono essere utilizzate durante la notte per non alterare il fotoperiodo (durante la notte possono essere utilizzate lampadine a luce blu o rossa).
Questo tipo di riscaldamento è il migliore per le specie diurne, che ricavano il calore riscaldandosi al sole (“eliotermiche”).
Le lampadine di ceramica producono calore senza emettere luce. Sono pertanto adatte anche al riscaldamento notturno, come le lampadine a luce colorata. Possono diventare molto calde ma distribuiscono il calore in una zona ristretta: non sono pertanto adatte a riscaldare terrari molto spaziosi e possono essere eccessive per i terrari piccoli, nei quali vanno usate di preferenza con un reostato per diminuire l’intensità del calore. E’ meglio inserirle in un portalampada apposito, altrimenti possono fondere quelli ordinari.

Le lampade ad infrarossi possono creare temperature molto elevate e vanno preferibilmente appese al di fuori del terrario, dirigendo i raggi attraverso una rete posta sul coperchio.
E’ importantissimo rispettare il fotoperiodo e non utilizzare una fonte luminosa per il riscaldamento notturno.

Pannelli radianti
Vanno posti contro la parete posteriore del terrario, e danno un riscaldamento di base uniforme.

Monitoraggio della temperatura

La temperatura all’interno del terrario non deve essere valutata ad occhio. Non serve utilizzare strumenti sofisticati: sono più che adeguati i normali termometri da casa. Si devono utilizzare idealmente due termometri, uno nel punto più freddo e uno in quello più caldo, per verificare il gradiente di temperatura.
L’ideale è di utilizzare i vari sistemi di riscaldamento insieme ad un termostato, in modo da evitare pericoli di surriscaldamento, che può avere conseguenze rapidamente fatali.

Termostato per il controllo della temperatura

Termostato per il controllo della temperatura

Anche non conoscendo con precisione la temperatura ideale di una specie, se si crea un adeguato gradiente, ad esempio con un punto caldo di 35°C e una zona più fresca a 25°C, non si rischia di incorrere in errori grossolani. E’ evidente che per permettere un adeguato gradiente il terrario deve essere di dimensioni sufficienti, altrimenti si riscalda in modo uniforme. La mancanza di un adeguato gradiente termico nel terrario è causa di grave stress per l’organismo del rettile. Fanno eccezione i rettili che provengono da zone in cui la temperatura è sempre costante, ad esempio Geochelone carbonaria. Per questo motivo è importante conoscere le condizioni ambientali specifiche del rettile.

Illuminazione

• Lampadine a incandescenza
• Tubi al neon
• Lampade UV a bulbo

I concetti di riscaldamento e di illuminazione in parte si sovrappongono, se si utilizzano le lampadine sia per il riscaldamento che per l’illuminazione. Qualunque tipo di lampadina a incandescenza o di tubo al neon per l’illuminazione è adeguata per illuminare il terrario. Nelle specie notturne è sufficiente la luce naturale della stanza in cui è alloggiato il terrario. L’importante è sempre di evitare il contatto diretto del rettile con la lampadina. Le lampade a raggi UV forniscono anche luce.
I rettili diurni quando si espongono al sole ricevono sia le radiazioni luminose (visibili) che infrarosse. E’ dimostrato che la separazione tra la fonte di calore e quella di luce porta ad alterazioni della termoregolazione. Pertanto è preferibile utilizzare una lampada come fonte sia di calore che di luce, per le specie diurne, o comunque porre vicine la fonte di calore e quella di luce.
In commercio esistono numerosi tipi di lampade, con termini equivoci e fuorvianti. In particolare occorre specificare il significato di lampade a spettro completo e lampade ad emissione di luce ultravioletta.
Le lampade a spettro completo originariamente erano quelle che producevano sia luce visibile simile a quella emessa dal sole, sia luce ultravioletta. Oggi nella definizione di “spettro completo” non è più implicita l’emissione di luce ultravioletta.
La luce ultravioletta è divisa in tre bande, secondo la lunghezza d’onda: UVA, UVB e UVC. I raggi UVC causano immunosoppressione e tumori, ma fortunatamente vengono filtrati dall’atmosfera terrestre, e non ci interessano, mentre sono importanti per gli abitanti del terrario i raggi UVA e UVB.

Nelle lampade UVB deve essere chiaramente indicato nella confezione lo spettro di emissione

Nella confezione delle lampade UVB deve essere chiaramente indicato lo spettro di emissione

I rettili hanno la capacità di vedere nello spettro UVA, e un tale tipo di illuminazione porta al rettile dei benefici psicologici, stimolando tra l’altro l’alimentazione e l’attività riproduttiva.

I raggi UVB (lunghezza d’onda 290-320 nm) permettono la sintesi endogena di vitamina D3, indispensabile per l’assimilazione del calcio. Nei rettili in generale si consiglia sia la somministrazione di vitamina D3 orale sia l’esposizione alla luce UVB, tuttavia in questi animali il ruolo della vitamina D3 e dei suoi metaboliti non è del tutto chiarito. A complicare le cose, l’intensità di emissione di UVB cambia notevolmente secondo il tipo, la posizione nel terrario e il tempo di funzionamento, il contenuto di vitamina D3 negli integratori è variabile e le dosi ideali non sono stabilite.
Le lampade che producono UVB producono anche una certa quantità di UVA. Al contrario, le lampade che producono UVA non necessariamente producono UVB: occorre controllare con attenzione nella confezione per verificare le caratteristiche della lampada. Le lampade che producono una sufficiente quantità di UVB non sono molto luminose, per cui devono essere usate in associazione a una normale fonte di luce.

Lampada UVB con innesto a bulbo

Lampada UVB con innesto a bulbo

Da ricordare:

  • Le lampadine ad incandescenza e quelle al neodimio non emettono UVB.
  • Le lampade UVB hanno un’emissione variabile dal 3 all’8%: l’emissione più alta è indicata per le specie deserticole.
  • Devono essere sostituite ogni 6-12 mesi, perché anche se continuano a emettere luce non emettono più raggi UVB.
  • Non devono essere schermate da vetro o plastica, che bloccano i raggi UVB rendendo la lampada del tutto inutile.
  • Non devono essere usate di notte.
  • Devono essere poste vicino alla fonte di calore, per permettere una termoregolazione adeguata.
  • Devono essere a breve distanza dal rettile (al massimo 45 cm, meglio 25-30 cm), perché con l’aumentare della distanza diminuisce la loro efficacia (l’intensità dell’emissione diminuisce con il quadrato della distanza).
  • La lampada migliore non si avvicina neppure lontanamente all’efficacia dell’esposizione alla luce solare diretta (non filtrata da vetro o plastica).
Se possibile i rettili andrebbero esposti periodicamente alla luce solare diretta

Se possibile i rettili andrebbero esposti periodicamente alla luce solare diretta

Acqua e umidità

L’umidità ambientale è un fattore di fondamentale importanza per la salute dei rettili, ed è spesso trascurato. Ogni specie presenta richieste particolari, che devono essere conosciute. Un livello di umidità troppo bassa predispone a potenziali problemi renali secondari a disidratazione cronica e nei sauri a problemi di muta. Un’umidità eccessiva può essere altrettanto dannosa, causando macerazione cutanea,  infezioni e a sviluppo di muffe.
Come regola generale i rettili terrestri devono sempre avere a disposizione una fonte di acqua pulita. L’acqua viene solitamente fornita in un contenitore di dimensioni adeguate; i rettili in generale amano immergersi in acqua, dove contemporaneamente bevono e svuotano la cloaca. Il recipiente dell’acqua deve quindi permettere al rettile di entrarvi comodamente (e di uscirvi).

Vaschetta per l'acqua

Vaschetta per l’acqua

L’acqua va immediatamente cambiata quando è sporca. Anche le specie deserticole, che bevono raramente, devono avere a disposizione un contenitore d’acqua, magari anche solo saltuariamente.
La presenza del contenitore d’acqua influenza il tasso di umidità del terrario. Se è necessaria un’elevata umidità ambientale, il contenitore può essere posto sopra il sistema di riscaldamento oppure sotto la lampadina, oppure lo si riscalda direttamente.

Ventilazione

Un adeguato sistema di ventilazione del terrario è essenziale non solo per il ricambio d’aria, ma anche per evitare un eccessivo accumulo di umidità, che può favorire lo sviluppo d funghi e batteri.

Un terrario classico, chiuso da tutti i lati, non è la sistemazione migliore per molte specie di tartarughe terrestri quali le testuggini mediterranee, Geochelone pardalis e G. sulcata. Per questi rettili è più indicato un terrario “aperto”, senza coperchio, in modo da evitare un’umidità eccessiva e favorire il ricambio d’aria.

Substrato

La scelta del materiale di substrato può avere un impatto notevole sulla salute del rettile e non rappresenta quindi un semplice elemento estetico.
Ecco i requisiti ideali del materiale di substrato:
• Non tossico
• Non abrasivo
• Non pericoloso se ingerito (digeribile)
• Igienico
• Facile da sostituire
• Economico
• “Estetico”

Non esistono substrati che abbiano tutti questi requisiti, per cui occorre scegliere di volta in volta quello con i requisiti migliori. Molti tipi di substrati inadatti (anche tra quelli venduti appositamente per i terrari) causano pericolose ostruzioni intestinali quando vengono ingeriti, accidentalmente o volontariamente.
Nei rettili ricoverati la soluzione migliore è la carta da giornale, economica, facile da sostituire e da eliminare.

  • Carta da giornale: economica, pulita, facile da rimpiazzare. La carta da pacchi è leggermente più gradevole dal punto di vista estetico. La carta permette di valutare facilmente l’aspetto delle deiezioni. Rappresenta il fondo ideale per i terrari che ospitano animali ammalati o in quarantena.
  • Moquette: facilmente sostituibile e riutilizzabile, basta avere pronto un pezzo pulito mentre si lava l’altro. Non può essere ingerita ma si deve fare attenzione agli sfilacci.
  • Pellet per roditori: se ingerito non causa ostruzione intestinale. Tuttavia se ingerito in quantità, essendo asciutto, può dare problemi di costipazione. Quando è umido ammuffisce rapidamente.
  • Segatura: utile per le specie di grandi dimensioni. Economica, assorbente, non favorisce la crescita batterica se cambiata regolarmente. Va evitata la segatura di cedro perchè è tossica.
  • Trucioli: semplificano la pulizia del terrario; hanno un aspetto naturale, ma possono essere ingeriti e causare costipazione o ostruzione.
  • Ghiaino per gatti: comporta pericolo di ostruzione se ingerito; abrasivo. Da evitare.
  • Corteccia: estetica, non troppo costosa, facile da rimpiazzare. Comporta un rischio di ingestione e ostruzione intestinale molto elevato.
  • Terriccio: estetico, economico, va cambiato spesso perchè favorisce la crescita batterica, difficile da pulire. Adeguato per mantenere un’elevata umidità ambientale, come pure la torba.
  • Sassolini da acquario: estetici, non economici, ma lavabili e riutilizzabili se non troppo piccoli. La dimensione deve essere tale da renderne impossibile l’ingestione.
  • Ghiaia da acquario: estetica, ma costosa e difficilmente riutilizzabile. Facilmente ingeribile da molte specie e può causare costipazione.
  • Sabbia: estetica, di costo moderato, difficile da rimpiazzare nel terrario. Può causare costipazione.
  • Trucioli di pannocchia: sconsigliati perchè se ingeriti si gonfiano e possono causare facilmente ostruzione intestinale. Peraltro sono molto assorbenti e facili da pulire. L’umidità ne favorisce l’ammuffimento e vanno cambiati spesso.
  • Trucioli di carta riciclata: facili da pulire, non favoriscono la crescita di batteri e muffe, molto assorbenti, ma possono essere ingeriti.
  • Sabbia di carbonato di calcio in vendita “per rettili”. L’etichetta riporta che è completamente digeribile, in realtà può causare gravi costipazioni.
Qualunque materiale di substrato abbastanza piccolo da essere ingerito può potenzialmente causare problemi intestinali

Qualunque materiale di substrato abbastanza piccolo da essere ingerito può potenzialmente causare problemi intestinali

Arredo

• Rocce
• Piante finte e vere
• Nascondigli
• Rami per i sauri arboricoli

Le piante vere aiutano ad aumentare l’umidità; ovviamente non vanno utilizzate piante tossiche. In commercio si trovano piante artificiali che danno ottimi risultati estetici. Aiutano non solo a creare un ambiente di aspetto più “naturale” ma anche a creare barriere visive e nascondigli. Sono indispensabili per il benessere psicologico. Ogni specie deve avere a disposizione un nascondiglio, senza il quale molti rettili diventano stressati e non si alimentano. L’ideale è porre due nascondigli, uno in vicinanza del punto più caldo e uno vicino a quello più freddo, in modo che il rettile possa termoregolarsi anche mentre resta nascosto.
I sauri arboricoli devono avere a disposizione rami robusti, fermamente fissati, per permettere di arrampicarsi.

Terrario naturalistico con piante vere. E' molto bello ma difficile da mantenere.

Terrario naturalistico con piante vere. E’ molto bello ma difficile da mantenere.

Nei sauri arboricoli, in particolare i camaleonti, è indispensabile la presenza di rami

Nei sauri arboricoli, in particolare i camaleonti, è indispensabile la presenza di rami

Rifugio di rocce adatto alla tartaruga frittella africana (Malacochersus tornieri)

Rifugio di rocce adatto alla tartaruga frittella africana (Malacochersus tornieri), che in natura si rifugia abitualmente tra fessure nelle rocce.

Collocazione del terrario

Il terrario deve essere posto in un punto tranquillo della casa. La presenza di un via vai di persone, o di animali come cani e gatti, può spaventare molti rettili. Pericolosissima la sistemazione in un punto in cui possano arrivare i raggi solari, che causerebbero un surriscaldamento letale.

Igiene

Un requisito essenziale per mantenere in salute gli animali tenuti nel terrario è una scrupolosa igiene. Non solo è necessario cambiare il substrato non appena si sporca e tenere il recipiente dell’acqua accuratamente pulito, ma anche pulire e disinfettare o sostituire periodicamente tutti gli elementi presenti nel terrario. Un disinfettante economico ed efficace è la varechina diluita, che va poi abbondantemente risciacquata con acqua corrente. Assolutamente da evitare sono i disinfettanti a base di fenoli, che sono tossici nei rettili.