Geochelone carbonaria, la tartaruga dalle zampe rosse

--Geochelone carbonaria, la tartaruga dalle zampe rosse
Geochelone carbonaria, la tartaruga dalle zampe rosse 2017-11-24T19:36:25+02:00

Classificazione Gcarbonaria_scheda_1

Classe Reptilia
Sottoclasse
Anapsida
Ordine
Testudines
Sottordine
Cryptodira
Superfamiglia
Testudinoidea
Famiglia
Testudinidae
Genere
Geochelone
Specie
G. carbonaria

Non ci sono sottospecie riconosciute; si parla però di diverse popolazioni, che differiscono per dimensioni e colorazione, secondo la regione di origine.

Origine e habitat naturale

C. carbonaria è originaria del Sud America, in aree adiacenti al bacino del rio delle Amazzoni: Panama, Colombia, Venezuela, nord-est del Brasile fino al nord dell’Argentina, Trinidad, Paraguay, Bolivia e alcune isole dei Caraibi (Barbados, Martinica, Guadalupe, Antigua e Isole Vergini).

Occupa le aree aperte delle savane umide e le foreste tropicali aperte. Ama ambienti spaziosi, caldi e umidi, come la savana, ma rifugge la luce solare diretta. E’ più attiva di mattino e di sera, e quando piove.

Dimensioni e descrizione

Le dimensioni massime registrate sono di 51 cm (in un esemplare rinvenuto in Brasile il secolo scorso), ma le dimensioni medie si aggirano sui 29-32 cm di lunghezza. Il carapace è liscio e allungato, di colore prevalentemente scuro, con le areole gialle o arancio. Manca lo scuto nucale. Il piastrone è prevalentemente giallo con delle aree nerastre ai margini degli scuti. La testa, la coda e le zampe sono prevalentemente nere, con delle macchie gialle, arancio e rosse. In alcune popolazioni la testa è prevalentemente gialla o quasi del tutto rossa. Vi possono essere altre variazioni di colore della pelle in relazione alla distribuzione geografica.

Dimorfismo sessuale

Il dimorfismo sessuale è ben marcato. In molti casi il maschio presenta un restringimento “a clessidra” della corazza; nel maschio il piastrone è sempre fortemente concavo, mentre nella femmina è sempre piatto. Gli scuti anali formano un angolo più aperto nei maschi, analogamente a quanto si osserva in Testudo hermanni, mentre nella femmina sono più ravvicinati e di forma ovoidale. Lo spazio tra il margine posteriore del piastrone e lo scuto sopracaudale del carapace è doppio nella femmina rispetto al maschio, per facilitare il passaggio delle uova. La coda è più lunga e larga nel maschio (sebbene non in tutti i soggetti) rispetto alla femmina, e l’apertura cloacale più lontana dalla base della coda, mentre nella femmina è posta più vicino.

Tutte queste caratteristiche si possono osservare con l’insorgenza della maturità sessuale, quando l’animale ha raggiunto una lunghezza di almeno 15-18 cm.

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maschio maschio
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piastrone di un maschio
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femmina piastrone di una femmina
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coda di un maschio coda di una femmina

Mantenimento in cattività

Si tratta di tartarughe piuttosto robuste, adatte anche ai principianti. Questi rettili necessitano di un ambiente caldo e umido tutto l’anno, con poche fluttuazioni di temperatura sia nel corso della giornata che delle stagioni. Mentre nella stagione calda è possibile lasciare questi rettili all’aperto, è indispensabile alloggiarle in un ambiente riscaldato durante il periodo invernale e le notti fredde. Il range di temperatura preferito si aggira sui 23-29°C, con un abbassamento notturno fino a 21°C. Una lampadina ad incandescenza posta ad un’estremità del terrario consente di creare un punto caldo di circa 35°C; accanto a questa va collocata una lampada a raggi ultravioletti. Un nascondiglio, posto nella zona più fresca, permetterà al rettile di nascondersi. E’ essenziale mantenere elevati livelli di umidità con l’uso regolare di umidificatori. Il substrato può essere costituito da terriccio, che aiuta a mantenere elevata l’umidità. Tuttavia per evitare ingestione di terriccio e problemi di costipazione, il cibo deve essere posto in un basso recipiente separato.

All’aperto si devono offrire ampie zone d’ombra (questa tartaruga non ama molto esporsi al sole) e un rifugio termicamente isolato. Poiché richiede ambienti umidi, il recinto deve essere spruzzato d’acqua di frequente. E’ anche molto utile creare una piccola pozza d’acqua in cui la tartaruga possa facilmente immergersi, senza rischi di annegamento.

Alimentazione

Gcarbonaria_scheda_2Questi cheloni sono prevalentemente vegetariani, e assumono occasionalmente alimenti di origine animale. In natura si cibano di erbe, foglie, fiori, frutta, legumi, funghi, invertebrati (lumache, termiti, farfalle e altri insetti) e talvolta di carogne e feci di altri animali. L’alimento preferito è la frutta ben matura, caduta dagli alberi, che rappresenta il 70% della dieta durante la stagione umida e il 40% durante la stagione secca. Come alimenti preferiti seguono i fiori, poi foglie e germogli. Funghi, insetti e carogne rappresentano il 20% dell’alimento consumato.

In cattività si possono somministrare grandi quantità di frutta, che il sistema digestivo di queste tartarughe è in grado di assimilare senza problemi. Si possono offrire meloni, angurie, papaia, ananas, prugne, mele, fichi, arance, uva e altri tipi di frutti ben maturi, fino al 50% della dieta. La banana va data con molta parsimonia. Altri alimenti indicati sono costituiti da vegetali a foglia, del tipo adatto alla dieta delle Testudo, funghi, fiori di ibisco e dente di leone, pellet per conigli a base di erba medica. Una volta la settimana si lascia a disposizione una piccola quantità di cibo in scatola per gatti a basso contenuto di grassi (del tipo light), al massimo 25 g per un esemplare adulto, e proporzionalmente di meno per soggetti più giovani. Una somministrazione più frequente può causare gravi danni metabolici e un’alterazione dell’accrescimento. Purtroppo i proprietari, considerando queste tartarughe onnivore e cercando di stimolare un rapido accrescimento, tendono a fornire loro una quantità esagerata di proteine animali, nella convinzione che una somministrazione quotidiana sia “fisiologica”. Spesso convincerli a moderare l’apporto di alimenti di origine animale si rivela un’impresa disperata. Nel discutere la dieta con i proprietari che hanno acquistato uno di questi rettili di recente, è fondamentale sottolineare la frequenza sporadica con cui le proteine animali vanno somministrate.

La dieta deve avere un buon contenuto di calcio e soprattutto un elevato rapporto calcio – fosforo, che si può ottenere con l’aggiunta di carbonato di calcio alla dieta, oltre all’utilizzo di un integratore minerale – vitaminico. E’ opportuno lasciare inoltre a disposizione dell’osso di seppia, che viene consumato a morsi.

E’ indispensabile che vi sia sempre acqua fresca a disposizione, in cui la tartaruga possa immergersi per bere.

Riproduzione

In condizioni ambientali favorevoli il corteggiamento e l’accoppiamento si verificano tutto l’anno. I maschi combattono tra loro e possono causarsi ferite da morso.

Vengono deposte da 2 a 7 uova per volta, in un nido scavato ai piedi di una pianta. Nel corso dell’anno possono essere deposte più covate, generalmente da agosto a gennaio. La durata media di incubazione è di 150 giorni; i piccoli alla nascita sono lunghi circa 4,6 cm e pesano 26-32 grammi. Il tasso di crescita è molto rapido nei primi 5-6 anni, al termine dei quali G. carbonaria raggiunge 18-20 cm di lunghezza (che coincidono con il raggiungimento della maturità sessuale), e in seguito rallenta. A 18-20 anni di età la lunghezza è di 25-30 cm.

Le uova possono essere incubate artificialmente in vermiculite mescolata con acqua nel rapporto di 1:1 (peso:peso); l’umidità deve essere mantenuta elevata (70-80%) e la temperatura a 29-30°C. In queste condizioni la schiusa si verifica in circa 150-175 giorni. E’ importante far fare ai piccoli un bagno in acqua tiepida tutti i giorni per prevenire problemi di disidratazione.

Legislazione

E’ in appendice II CITES e in allegato B del Reg. CE 338/97.

Nota

Questi animali non vivrebbero bene con una dieta basata principalmente su erbe di pascolo. Da notare però che per tartarughe terrestri erbivore, come Testudo spp. e G. pardalis, la dieta indicata per G. carbonaria sarebbe deleteria.

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