Cose da sapere prima di prendere una tartaruga

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Cose da sapere prima di prendere una tartaruga 2017-11-24T19:36:24+02:00

pensiamoci1Le tartarughe sono tra gli animali non convenzionali più ricercati da tenere nelle nostre case, e in commercio si trovano tante specie diverse, di tutti i prezzi; spesso si riesce anche a trovare animali in adozione o in regalo, senza alcuna spesa.
Prima di prendere l’impegno di accogliere uno o più di questi affascinanti rettili, è però indispensabile esaminare i molti fattori coinvolti in questo genere di scelta, prima di pensare ad acquistare o adottare una tartaruga, per non commettere un errore che sarà poi il rettile a pagare.

La scelta della specie

Le tartarughe comprendono circa 300 specie, alcune delle quali rarissime e altre molto comuni; quelle tenute come pet in Italia sono poche dozzine, e sono quelle di cui si occupa principalmente la AAE. Essendo questi rettili un gruppo molto eterogeneo per consistenza numerica, diffusione, sfruttamento nel mercato dei pet, disponibilità commerciale, legislazione, saranno di conseguenza molto diverse anche le problematiche che riguardano le diverse specie e le considerazioni legate alla loro detenzione in cattività, e che possiamo dividere in alcuni gruppi. In questo modo, prima di considerare l’acquisto o l’adozione di una o più tartarughe, ci si può rendere conto se si tratta di una scelta ponderata.

Le tartarughe d’acqua dolce (semiacquatiche) americane

trachemysQueste tartarughe appartengono principalmente al genere Trachemys (in particolare la specie Trachemys scripta), più raramente Pseudemys. Da decenni vengono allevate in modo massiccio ed esportate in tutto il mondo a centinaia di migliaia. Grazie alla loro robustezza, vengono comunemente vendute nei negozi con l’assicurazione che per il loro mantenimento basta una vaschetta di plastica e dei gamberetti secchi. Purtroppo la loro corretta gestione è molto più impegnativa e richiede, in condizioni ideali, un grande terracquario dotato di filtri, termostati e zona asciutta riscalda, e un’alimentazione variata. Da sub adulte e adulte, l’unica sistemazione veramente adeguata è poi un laghetto all’aperto. Molto spesso le piccole tartarughe vengono acquistate senza l’avvertenza che, se non muoiono prima per le cure inadeguate, cresceranno fino a raggiungere, secondo la specie e la sottospecie, i 25-40 cm di lunghezza: altro che vaschetta di plastica…

A questo punto le non più tanto piccole tartarughe, diventate grosse e mordaci, rappresentano spesso un ingombro di cui non si sa come liberarsi, e vengono abbandonate in fontane, fiumi, laghi e canali. Essendo rettili robusti e adattabili, le Trachemys negli ultimi anni hanno colonizzato con successo ambienti acquatici in tutto il mondo, Italia compresa, a discapito delle specie autoctone di anfibi, rettili e vegetazione acquatica. Per questo motivo alcuni anni fa era stata proibita l’importazione in Italia di Trachemys scripta elegans (la tartaruga dalle orecchie rosse) di cui peraltro è consentita la riproduzione e la libera detenzione. Ciò non ha sortito alcun effetto, dal momento che il divieto è stato aggirato con l’importazione di altre sottospecie, in particolare T. s. scripta, la tartaruga dalle orecchie gialle, che presentano esattamente le stesse problematiche.

L’abbandono di queste tartarughe in natura sta rappresentando una vera e propria emergenza: non è davvero il caso di continuare a contribuire al problema con l’acquisto di altre tartarughine. La AAE ha in carico centinaia di questi rettili da collocare presso chi ha la possibilità di garantire loro un ambiente adeguato.

Le tartarughe terrestri del genere Testudo

testudoTestudo hermanni, T. graeca (secondo la provenienza, però) e T. marginata sono originarie dell’Italia o di paesi che hanno lo stesso clima, e sono perciò le tartarughe più indicate a chi voglia uno di questi rettili. Sono però soggette a pesanti vincoli legislativi e la loro detenzione senza regolare documentazione (il documento CITES) comporta sanzioni molto pesanti. A parte ciò, non si può neppure prendere in considerazione l’idea di adottare uno di questi rettili se non si dispone di un’area all’aperto protetta e soleggiata. Per il loro benessere, è escluso poterle mantenerle in casa, in terrario o in terrazza. L’areale originale di queste tartarughe comprende l’Italia meridionale e centrale; nel nord Italia sono state importate, e si adattano discretamente al clima, ma le zone più a nord possono essere troppo fredde, soprattutto in inverno, per rappresentare un ambiente idoneo.

pensiamoci4Un caso a parte è rappresentato dalle specie (o sottospecie) di Testudo non autoctone o provenienti da aree geografiche con un clima diverso dal nostro. T. horsfieldii, la tartaruga russa, può adattarsi al nostro clima estivo, ma teme il freddo umido e, soprattutto nel nord Italia, se lasciata all’aperto può morire durante il letargo. Le T. graeca provenienti dal nord Africa (peraltro in genere importate illegalmente) sono adatte a un clima totalmente diverso dal nostro, mite in inverno e torrido d’estate, per cui spesso nelle nostre zone vivono stentatamente pochi anni prima di morire.

Le tartarughe giganti (Geochelone sulcata, G. pardalis, G. nigra)

pensiamoci5Queste tartarughe terrestri sono facilmente riproducibili in cattività e piuttosto robuste e semplici da allevare, pertanto non è difficile acquistarle legalmente da piccole. Sono tuttavia tartarughe provenienti da climi caldi, che non sopportano il freddo umido e che non vanno in letargo, e che richiedono un allevamento all’aperto, al sole, per almeno una parte dell’anno. Vista la taglia notevole che sono in grado di raggiungere (sono le più grandi tartarughe terrestri) con un peso di diverse decine di chili, prima di acquistarle si deve valutare con attenzione la possibilità di sistemarle in modo adeguato alle loro esigenze di spazio, all’aperto d’estate e al chiuso d’inverno. In mancanza di spazio, è meglio evitare di comprarle piuttosto che abbandonarle in seguito.

Le tartarughe di cattura

pensiamoc6Anche se accompagnate da regolare documento CITES, l’acquisto di tartarughe di cattura, indipendentemente dalla specie, dalla zona di provenienza, dalla facilità di allevamento, è sempre da condannare. Per prima cosa non è etico strappare un animale dal suo ambiente a scopo commerciale; questo tipo di sfruttamento ha portato molte specie viventi all’estinzione o sull’orlo dell’estinzione. A parte questa considerazione, ogni singolo individuo (animale) ha il diritto di vivere libero.

Inoltre a seguito allo stress della cattura, delle tremende condizioni a cui sono soggetti durante la spedizione e la permanenza nei magazzini, alle differenze climatiche e allo stress della cattività, sono spesso soggetti debilitati, disidratati, facilmente soggetti ad infezioni e spesso destinati a deperire più o meno velocemente fino alla morte.

Le conoscenze sulla gestione

Ogni specie di tartaruga ha specifiche esigenze di ambiente (temperatura, gradiente termico, umidità, raggi UVB, fotoperiodo, eventuale letargo e come allestirlo in sicurezza ecc.), di spazio e di alimentazione, da rispettare con cura se si vuole allevarle adeguatamente. Le tartarughe possono essere soggette a molti pericoli e incidenti che possono essere facilmente prevenuti. Prima di portare a casa propria il rettile, è perciò indispensabile raccogliere più informazioni possibile su libri e riviste specializzate, consultando allevatori esperti e veterinari, ricercando su siti Internet affidabili (il fatto che una cosa sia pubblicata su Internet non significa che sia vera). Le informazioni fornite dal venditore sono, nel migliore dei casi, insufficienti, talvolta sbagliate e dannose.

Solo dopo aver fatto molte ricerche ci potremo sapere quali sono le precise esigenze per mantenere al meglio la specie che vorremmo, e sapere se siamo in grado di soddisfarle. Un eventuale recinto all’aperto, laghetto, terrario, terracquario o paludario vanno allestiti prima di portare a casa il rettile.

Tempo e mezzi

Il tipo e il numero di tartarughe che si intende tenere deve essere proporzionato al tempo necessario ad accudirle (alimentarle, pulire il terrario o la vasca, osservarne lo stato di salute) e alla possibilità di allestire un ambiente adatto. Se si intende prendere un soggetto molto giovane, si deve considerare in anticipo la taglia che raggiungerà da adulto. In caso di mancanza di spazio, è inutile comprare o adottare una tartaruga che da adulta sarà troppo grande da tenere in casa e si sarà costretti a dare via.

Disponibilità economica

Un soggetto può essere più o meno costoso, o anche gratis, ma ciò non toglie che spesso la maggior parte delle spese riguardano l’allestimento dell’ambiente, soprattutto se si rende necessario un terrario o un terracquario adeguatamente attrezzati. Vanno tenute in conto anche le spese veterinarie, non solo per i controlli periodici ma anche per malattie e incidenti, imprevisti che si possono sempre verificare. La medicina dei rettili è molto avanzata, e sono disponibili esami specialistici e cure avanzate anche per le tartarughe, ma le spese possono essere elevate. Anche una tartaruga ammalata o ferita ha il diritto di essere curata, e noi abbiamo il dovere di provvedere a tutte le cure, anche se si tratta di un soggetto che economicamente vale poco o niente.

Esperienza

Anche le tartarughe di più facile gestione, come una Testudo hermanni libera in un ampio giardino recintato, richiede un certo grado di esperienza. Molte tartarughe esotiche sono delicate e difficili da mantenere in cattività, e richiedono molta esperienza. La specie che intendiamo acquistare deve essere adeguata al livello di esperienza personale, di conoscenze e di possibilità di confrontarsi con allevatori o proprietari più esperti. Le tartarughe non devono fare da cavia per incauti acquirenti che non hanno alcuna pratica della loro gestione.

Veterinario

I veterinari esperti in medicina dei rettili non sono molti. Se intendiamo allevare una tartaruga, dobbiamo prima accertarci di sapere dove portarla a visitare in caso di necessità, o essere disponibili a spostarci ad una certa distanza per trovare un veterinario adeguato.

Impegno a lungo termine

Le tartarughe sono proverbialmente longeve: possono vivere dai 20-30 anni di quelle d’acqua dolce agli 80-100 od oltre di quelle terrestri. Adottarne una significa prendere l’impegno di curarla per tutta la durata della sua vita. Considerando che potrebbe anche sopravviverci, non sarebbe neppure sbagliato pensare alla sua sistemazione futura…

Rispetto

Turtle14Le tartarughe sono indubbiamente animali affascinanti, ma non sono oggetti da collezione o ornamenti della casa o del giardino. Sono esseri viventi che meritano rispetto. Se abbiamo un giardino o un laghetto possiamo ospitare degnamente diversi tipi di specie ma molte altre, come le tartarughe tropicali, vanno alloggiate in un terrario. È giusto tenere rinchiuso un animale in una scatola di vetro, più o meno grande, per il nostro piacere? Lo considereremo accettabile per un cane o un gatto? Sarebbe bene porci questi interrogativi prima di comprare o adottare delle tartarughe, e contribuire al loro sfruttamento commerciale.