Il terrario per camaleonti

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Il terrario per camaleonti 2017-11-24T19:36:22+00:00

Gestione dei camaleonti della sottofamiglia Chamaleoninae, generi Bradypodion, Calumna, ChamaeleonFurcifer

terrario_camaleontiAlessandro Bellese, Med Vet

Chi si avvicina per la prima volta al mondo della terrariofilia di solito ha in mente l’immagine di una lucertola o di un serpente “inscatolato” in un parallelepipedo di cristallo. Sebbene molti si ostinino a far sopravvivere questi animali in situazioni di questo tipo, le tecniche di allevamento di rettili ed anfibi si sono evolute nel tentativo di creare microambienti artificiali adatti non più far meramente sopravvivere, quanto a permettere nel modo più naturale possibile il corretto svolgimento del repertorio comportamentale e biologico degli animali tenuti in cattività.

Questo significa che la vecchia teca di cristallo vene modificata secondo le specie alloggiate perché i vari parametri ambientali del microhabitat siano adatti all’animale in questione, ed eventualmente modificabili in base all’età, alla stagionalità ed allo stato fisiologico. Verranno quindi create delle aperture sulle pareti per modulare la ventilazione ed il grado di umidità ambientale, per lo stesso motivo si utilizzeranno vari sistemi di approvvigionamento idrico e diversi tipi di riscaldamento e di fonti luminose etc.

In particolare nell’allevamento dei camaleonti la tendenza è di utilizzare al posto del classico terrario in cristallo o legno, delle gabbie tipo voliere per uccelli. Tali gabbie possono essere convenzionalmente chiamate camaleontari, infatti nell’ambito della terrariofilia sono prevalentemente i camaleonti ad essere allevati in questo modo. Anche altri sauri possono tuttavia trarre vantaggio da un allevamento di questo tipo, soprattutto nella bella stagione, quando la gabbia può essere esposta alla luce naturale.

La maggior parte dei camaleonti della sottofamiglia Chamaleoninae ha abitudini arboricole e vive quindi in un ambiente generalmente caratterizzato da un certo movimento dell’aria. Caratteristica questa piuttosto difficile da riprodurre in un terrario classico, anche se munito di ampie prese d’aria.

Ovviamente a fronte della più efficace ventilazione nei camaleontari si avrà una maggiore dispersione termica, che potrebbe rappresentare un problema nella stagione fredda, ma che può essere compensata adeguando i sistemi di riscaldamento ed eventualmente applicando pannelli isolanti provvisori ad alcune pareti.

Altro vantaggio del sistema a gabbia è la più efficace e naturale evaporazione dell’acqua, in questo modo si evitano pericolosi ristagni di umidità che possono portare ad aumenti della carica batterica ambientale, produzione di muffe, patologie di vario tipo (dermatiti, patologie respiratorie etc.), e si riescono a limitare gli effetti negativi delle alte temperature estive, in particolare per i camaleonti di montagna. Assieme ai pro viaggiano spesso i contro ed in questo caso si possono verificare eccessive diminuzioni dell’umidità ambientale, cosa che potrà comunque essere superata garantendo un’ampia disponibilità di piante vive, aumentando la frequenza delle spruzzate giornaliere ed agendo sui sistemi di rifornimento idrico. A proposito di quest’ultimo punto le gabbie rendono più semplice rispetto ad un terrario classico l’utilizzo di sistemi a goccia, a pioggia etc.

Un’altra controindicazione all’utilizzo dei terrari in vetro è legata alla caratteristica territorialità ed asocialità della maggior parte dei camaleonti adulti. Le pareti interne di un terrario in vetro illuminate artificialmente dall’alto diventano superfici riflettenti che rimandano al nostro combattivo amico l’immagine di un intruso che vìola continuamente il suo territorio, determinando un perenne stato di stress.

Sembra poi che molti rettili non riconoscano il vetro come un ostacolo solido, e non capiscono perché non riescono a passare questa barriera invisibile e passano la giornata a cercare di attraversarla. La rete di una gabbia risulta più concreta, riescono a vederla ed afferrarla e sebbene inizialmente possano cercare delle vie di fuga, vi si adattano più facilmente.

Il sistema a gabbia permette poi di disporre le fonti di illuminazione e di calore all’esterno evitando così il pericolo di ustioni, e di avere lastre di vetro interposte alla fonte di raggi UVB.

Alloggiando rettili arboricoli è importante avere all’interno del terrario delle piante, che in questo tipo di alloggiamento vivono sicuramente meglio rispetto ad un terrario classico.

Un ultimo ma non meno importante vantaggio delle gabbie per camaleonti è la possibilità di posizionarle all’esterno d’estate, fornendo cosi luce e temperatura nel modo più naturale.

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Tipi di camaleontari

Dimensioni della gabbia e maglie della rete

Prima di entrare nel merito del tipo di gabbia che si può utilizzare facciamo qualche considerazione in funzione dell’animale che vi dovrà essere ospitato, in particolare della sua età, della taglia e dello stato fisiologico.
Le maglie della rete di cui sarà fatto il camaleontario e la gabbia stessa dovranno essere adatte alla dimensione dell’animale.Baby camaleonti dovranno quindi essere ospitati in gabbie con una rete a maglia fine, in modo da impedire la loro fuga, ma anche quella degli insetti di piccole dimensioni che serviranno loro da pasto (drosofile, microgrilli, afidi, farfalline della farina etc.). La dimensione del camaleontario, sarà inoltre ridotta, (es. 20 x 20 x 40 fino a 30 x 30 x 50 per specie di grandi dimensioni come T. melleri) in modo tale da facilitare il controllo visivo dell’animale, da limitare la dispersione del cibo in un’area troppo vasta e da avere una migliore ottimizzazione dei sistemi di illuminazione e riscaldamento.
Stesso principio vale per le femmine di specie ovovivipare (C. (T.) jacksonii, C. (T.) hoehnelii etc.) gravide per evitare che i neonati fuggano.

Per quanto riguarda le dimensioni minime, per animali adulti dovranno essere 50 x 50 x 90 con maglia della rete di 0,5 cm per i camaleonti di piccola taglia (F. lateralis, C. (T.) pfefferi, B. fisheri taventanum etc.), 60 x 60 x 120 con maglia di 1 cm per camaleonti medio-grandi (F. pardalis, C. calyptratus etc.), 70 x 80 x 180 con maglia di 1 cm per camaleonti di grande taglia (C. (T.) melleri, F. verrucosus, grossi maschi di C. calyptratus).

Gabbie per uccelli adattate

Si possono utilizzare delle gabbie e voliere per uccelli adattate. Se le sbarre sono troppo larghe i camaleonti, in genere caratterizzati da compressione laterale del corpo, possono fuggire facilmente, perciò sarà opportuno rivestirle con rete (zanzariera o metallica rivestita verde secondo la taglia).

Gabbie cilindriche in rete verde

Una gabbia semplice da realizzare, utile soprattutto come terrario da esterno, si può ottenere creando un cilindro di rete metallica rivestita verde, ed utilizzando come coperchio un altro pezzo di rete sagomato.

Gabbie in rete verde su intelaiatura a parallelepipedo

La rete metallica verde può essere fissata ad un’intelaiatura in legno a parallelepipedo, creando quindi una gabbia classica.

Gabbie tipo Reptarium

Sono gabbie specificatamente studiate per camaleonti ed altri rettili. Hanno un’intelaiatura in plastica smontabile a cui si applica una rete nera a maglia fine in pezzo unico con un’ampia apertura a cerniera. Sono molto leggere, una volta smontate occupano pochissimo spazio, ma non permettono una buona visualizzazione dell’animale e la fonte di luce và messa all’interno.

Accessori

Sistemi di illuminazione e riscaldamento

Non entrerò nel merito delle caratteristiche della luce e dei range di temperatura necessari ai camaleonti, ma mi interessa puntualizzare alcuni principi di base su come posizionare le fonti di luce e di illuminazione:

1) sicurezza

2) efficace illuminazione e riscaldamento

L’illuminazione corretta viene ottenuta generalmente utilizzando tubi fluorescenti emettenti raggi UVB, eventualmente tubi a luce bianca per specie che necessitano di una maggiore illuminazione, ed attualmente sembrano promettenti delle lampade ad incandescenza emettenti raggi UVB. La temperatura corretta viene fornita da lampade riscaldanti tipo faretto o in vetro-ceramica. Le lampade ad incandescenza, sia le nuove emettenti UVB sia quelle solo riscaldanti, raggiungono temperature altissime sulla loro superficie, quindi per evitare pericolose ustioni non devono mai essere toccate dai camaleonti mentre sono accese. Dovranno quindi essere collocate all’esterno della gabbia e puntate verso aree facilmente accessibili al camaleonte.

Il camaleonte deve avere la possibilità di esporsi facilmente all’emissione della luce e di posizionarsi a distanza variabile dalla fonte di calore, secondo la necessità immediata di raggiungere la TCP (Temperatura Corporea Preferita). In particolare, deve poter arrivare ad almeno 30-40 cm dal neon emettente UVB (a distanze maggiori diminuisce notevolmente la percentuale di raggi UVB che raggiunge l’animale). Le lampade riscaldanti dovranno quindi essere poste vicino ai neon, in modo tale che l’animale quando va a scaldarsi si esponga anche alle necessarie radiazioni luminose. Per facilitare l’esposizione si disporranno strategicamente dei rami orizzontali alla giusta distanza dalle lampade e facilmente raggiungibili dalla pianta.

Se si utilizzano le gabbie tipo Reptarium i neon dovranno essere posizionati internamente per evitare un’eccessiva diluizione dell’emissione causata dalla rete a maglia fine e nera.

La potenza ed il numero di lampade riscaldanti sarà funzione della temperatura che si riuscirà ad ottenere. La temperatura dovrà essere misurata esattamente con termometri in più punti della gabbia, in modo da garantire un gradiente termico con zone a varia temperatura, che coprano tutto il range della specie alloggiata. Nella cattiva stagione per limitare la dispersione termica si può parzialmente coprire alcune pareti del camaleontario con dei pannelli isolanti.

Piante e sistemi di arrampicamento

All’interno della gabbia si metteranno delle piante vive in vaso, che forniscono un ambiente naturale, zone d’ombra, rifugi e che permettono il mantenimento di una certa umidità ambientale. Si possono utilizzare Ficus beniamina, Ibischi,Schefflera arboricola, Scindapsus sp. etc.

Oltre alle piante sarà opportuno disporre dei rami orizzontali disposti in modo da garantire un facile accesso alle fonti di illuminazione e calore ed alle ciotole del cibo e per garantire dei comodi piani di appoggio, utili soprattutto a camaleonti medio-grandi e grandi per i quali i rami delle piante comunemente usate possono essere troppo piccoli. In linea di massima devono essere presenti dei rami che abbiano diametro pari al doppio del diametro interno dell’arco zigodattile (estremità del caratteristico arto “a pinza” dei camaleonti).

Sistemi di rifornimento idrico

Il mantenimento dell’umidità ambientale e il rifornimento idrico sono aspetti molto importanti nell’allevamento dei camaleonti. In linea di massima gli animali più comunemente allevati vivono in natura in ambienti con umidità abbastanza alta. I sistemi utilizzati per fornire acqua ed umidità ai camaleonti sono:

  • Nebulizzazioni: si utilizzano dei normali spruzzatori per piante. La nebulizzazione ha il duplice scopo di fornire l’umidità ambientale e l’acqua da bere per il camaleonte. Di norma è preferibile lasciare che l’ambiente si asciughi tra una nebulizzazione e l’altra. La frequenza delle spruzzate varierà secondo la specie allevata e le condizioni ambientali, ad esempio allevando camaleonti di montagna d’estate sarà opportuno aumentare il numero di spruzzate giornaliere per tenere sotto controllo l’aumento di temperatura. In ogni caso anche specie che vivono in ambienti semi aridi come ad esempio F. verrucosus e C. calyptratus necessitano di nebulizzazioni almeno due volte al giorno per evitare pericolose disidratazioni.
  • Sistemi a goccia: i camaleonti preferiscono bere le gocce d’acqua che si condensano sulle foglie o che vi si raccolgono dopo un acquazzone. Pertanto l’acqua da bere viene fornita facendola gocciolare sulle foglie della pianta. Per farlo si possono utilizzare dei recipienti di plastica riempiti d’acqua posti sul tetto della gabbia, con un foro sul fondo da cui gocciolerà l’acqua. Oppure delle bottiglie con applicato un deflussore per fluidoterapia (facilmente reperibile in qualsiasi farmacia) il cui tubino in plastica può essere tagliato della misura giusta a far gocciolare l’acqua dove vogliamo. Il flusso può essere regolato con un’apposita rotellina. Il sistema a goccia non sostituisce la nebulizzazione (che dovrà essere giornaliera). Per le specie di montagna il sistema a goccia verrà utilizzato una volta al giorno, preferibilmente al mattino, per quelle di pianura possono essere sufficienti 2-3 volte alla settimana e per quelle di ambienti semi aridi o aridi anche una volta a settimana.
  • Sistemi a pioggia: sono sistemi automatizzati e temporizzati che simulano la pioggia, ma sono sicuramente più complessi da realizzare e più costosi.

E’ buona norma utilizzare acqua demineralizzata, sia per evitare accumuli di calcare sulle foglie delle piante, sia perché è probabilmente più naturale visto che l’acqua piovana che questi animali bevono in natura altro non è che acqua evaporata condensata e quindi demineralizzata.

Quanto si progetta la gabbia bisogna pensare anche ad un sistema di recupero dell’acqua che viene spruzzata o lasciata gocciolare. Si possono utilizzare sul fondo del camaleontario ampi recipienti come sottovasi di plastica di varia grandezza o cassettine per lettiere da gatti.

Sistemi di presentazione del cibo

Gli invertebrati da pasto verranno presentati in recipienti trasparenti ad imboccatura larga profondi quanto basta ad evitare che fuggano e se ne vadano in giro per la gabbia e da qui per la casa. Tali recipienti saranno appesi a dei rami o alla rete ed avranno dei rami vicini o al di sopra da cui i camaleonti possano “sparare” la loro lingua. Per facilitare la predazione ai baby camaleonti si possono far entrare dei rametti nel recipiente quel tanto che basta a far sì che i piccoli sauri si avvicinino alla preda, ma sufficientemente lontani dalle pareti del recipiente per impedirne la fuga. Anche se si utilizzano reti a maglia fina si sconsiglia di lasciare liberi gli insetti all’interno del camaleontario. I motivi sono vari, prima di tutto è più difficile valutare quanto il camaleonte mangia, inoltre i grilli che di solito si utilizzano tendono solitamente ad evitare la luce e di giorno facilmente si nascondono mentre i camaleonti sono predatori diurni. Da non sottovalutare inoltre la possibilità di ferite anche serie causate da grilli affamati a baby camaleonti e a camaleonti debilitati durante la notte mentre dormono.

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