Le malattie dei criceti

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Le malattie dei criceti 2017-11-24T19:36:24+00:00

Diarrea/infezioni intestinali

Le infezioni intestinali (enteriti) sono un problema comune nei criceti. I responsabili sono diversi tipi di batteri. Le infezioni intestinali causano spesso una diarrea acquosa che imbratta il pelo, per cui vengono generalmente indicate con il termine di “wet tail” (coda bagnata), che però è generico e non indica una malattia causata da un batterio specifico. Fattori che predispongono all’insorgenza di infezioni intestinali sono scarsa igiene, errori alimentari, stress e sovraffollamento.

I segni clinici comprendono diarrea acquosa, mancanza di appetito, posizione incurvata causata dal dolore addominale, letargia e, secondo la causa, anche morte. Nei casi a decorso più prolungato si possono verificare complicanze gravi come peritonite, invaginamento o prolasso rettale. La diagnosi è principalmente clinica.

Gli animali colpiti si possono trattare con antibiotici e con reidratazione per via sottocutanea per prevenire la disidratazione. La prognosi è spesso molto riservata, soprattutto nei soggetti molto giovani.

Parassiti intestinali

I criceti possono ospitare diversi tipi di parassiti intestinali, anche se i problemi da questi causati che si riscontrano nella pratica sono rari.

I criceti possono essere infestati dalla tenia Hymenolepis nana. In genere questa infestazione è asintomatica, ossia non causa alcun problema all’animale, ma in caso di infestazioni di grave entità si possono osservare enterite, costipazione od ostruzione intestinale. Poiché questo parassita può trasmettersi anche alle persone (in via teorica) occorre insegnare ai bambini a lavarsi le mani dopo aver toccato i criceti o aver accudito la gabbia. La diagnosi si effettua con un esame delle feci. Il trattamento si effettua con uno specifico antiparassitario.

Il criceto può anche ospitare piccoli parassiti, gli ossiuri, che non sono causa di malattia e non si trasmettono alle persone.

Tossicità da antibiotici

Come il coniglio e come molti roditori, anche il criceto è estremamente sensibile agli antibiotici, molti dei quali possono causare enteriti mortali perché favoriscono la proliferazione di batteri in grado di produrre tossine letali. Gli antibiotici che danno più problemi sono le penicilline, le cefalosporine, tilosina, lincomicina ed eritromicina, clindamicina, ma anche antibiotici considerati “sicuri” possono dare reazioni mortali. Occorre somministrare antibiotici solo se prescritti dal veterinario, anche per la difficoltà di dosarli con precisione in animali così piccoli.

Patologie delle tasche guanciali

Costipazione

Talvolta il contenuto delle tasche guanciali ristagna e aderisce alle tasche stesse, e il criceto non riesce più a svuotarle, andando incontro a putrefazione. Si può notare in tal caso che il criceto ha sempre una o entrambe le tasche guanciali ripiene di materiale e che non le svuota mai. In tal caso va portato dal veterinario, che in genere riesce a svuotarle senza sedazione, utilizzando delle pinzette oppure instillando nella tasca dell’acqua tiepida. Se il materiale alimentare è ristagnato a lungo può aver causato delle infezioni batteriche o fungine, per cui si eseguono dei lavaggi con disinfettanti diluiti e nei casi più gravi si somministrano antibiotici.

Svuotamento in anestesia della tasca guanciale

Svuotamento in anestesia della tasca guanciale

Prolasso

Talvolta accade che la tasca guanciale si rovesci all’infuori, pendendo da un lato della bocca, perché si rompe il legamento che la tiene in posizione. La tasca prolassata assume l’aspetto di una masserella carnosa che fuoriesce dalla bocca, che con il tempo va incontro a ulcerazioni e necrosi. Questo evento può colpire una sola tasca o entrambe, e si osserva più spesso nelle femmine di criceto russo.
Le cause di questa patologia non sono ben chiare; alcuni ipotizzano che sia principalmente un problema comportamentale, dovuto al continuo immagazzinamento del cibo lasciato a disposizione in abbondanza. Se si osserva tale prolasso il criceto va fatto visitare prima possibile, perché spesso è possibile riposizionare la tasca nella corretta sede e fissarla con un punto di sutura. Se invece la tasca è troppo danneggiata, va asportata chirurgicamente. Entrambi i tipi di intervento vanno condotti in anestesia generale. Anche in seguito all’asportazione di entrambe le tasche il criceto conduce una vita normale.

Prolasso della tasca guanciale

Prolasso della tasca guanciale

Ascessi

L’introduzione nelle tasche guanciali di oggetti appuntiti o taglienti può causare delle piccole ferite che portano allo sviluppo di ascessi. Il loro trattamento consiste nel drenaggio e somministrazione di antibiotici.

Malattie cutanee

Nel criceto è abbastanza comune la demodicosi, una malattia parassitaria sostenuta da un parassita microscopico, un acaro del genere Demodex. Questo parassita, in quantità molto piccola, è un normale residente della cute del criceto; in certe condizioni (animali malnutriti, anziani e/o immunodepressi) il parassita si moltiplica in modo eccessivo, invade tutta la pelle e causa la forma clinica. I sintomi sono rappresentati da perdita di pelo (alopecia), arrossamento, formazione abbondante di scaglie e croste; in genere non c’è prurito.

Demodicosi: rarefazione del pelo e presenza di crostine.

Demodicosi: rarefazione del pelo e presenza di crostine.

Il veterinario può effettuare la diagnosi raschiando del materiale dalla pelle del criceto (cosa non sempre molto facile per mancanza di collaborazione del paziente) e osservandolo al microscopio. In tal modo può osservare la presenza dei parassiti. Purtroppo quando si diagnostica la demodicosi in un criceto, spesso significa che questi ha qualche altra malattia meno evidente ma più grave, ad esempio un tumore, e che quindi il trattamento della malattia della pelle ha un’importanza relativa.

Raramente si possono riscontrare infestazioni da parassiti del condotto uditivo, che causano un’otite con formazione di croste giallastre e talvolta perdita di pelo a livello delle orecchie, del muso, delle zampe, della coda e della zona genitale. In questo caso si ha un grave prurito. La diagnosi viene confermata mediante l’esame al microscopio del materiale presente nell’orecchio e di raschiati cutanei; il trattamento si esegue con la somministrazione di ivermectina, un efficace antiparassitario.

I criceti russi sono particolarmente soggetti a sviluppare tumori cutanei, che appaiono come masse a livello della pelle che tendono a crescere e a diventare sempre più grandi. Si possono localizzare in qualunque parte del corpo: testa, arti, addome. Questi tumori spesso possono essere asportati chirurgicamente, se si interviene prima che diventino troppo grossi, pertanto è necessario far visitare subito il criceto. Un tipo molto comune di tumore del criceto russo, il cheratoacatoma, si localizza a livello del mento. Purtroppo è un tumore maligno e spesso al momento in cui il criceto viene portato alla visita è ormai inoperabile.

Tumore cutaneo sull'arto anteriore

Tumore cutaneo sull’arto anteriore

Voluminoso tumore del torace

Cheratoacantoma

Cheratoacantoma

Un altro tipo di tumore cutaneo è il linfoma, che si manifesta con perdita di pelo generalizzata e spesso con un aumento di spessore della pelle. Non esistono trattamenti validi.

Linfoma

Linfoma

Ascessi, infezioni cutanee e ferite

Gli ascessi sottocutanei sono relativamente comuni, e si trattano con l’incisione e il drenaggio (in anestesia generale) e la somministrazione di antibiotici.

Nei criceti dorati, e occasionalmente negli altri, tenuti insieme dopo la pubertà, si possono osservare ferite da morso (lesioni crostose infette) a volte anche così gravi da portare a morte. Ovviamente è necessario separare immediatamente i contendenti. Lievi ferite guariscono da sole, ma se il criceto ferito appare abbattuto, non mangia, si muove con difficoltà deve essere fatto visitare ed eventualmente va sottoposto a terapia antibiotica e ad eventuali cure di sostegno.

A volte nei maschi di criceto russo si verifica l’infezione della ghiandola ombelicale, che appare arrossata, ricoperta di una spessa crosta e con presenza di essudato purulento. La terapia consiste nell’asportare delicatamente la crosta e disinfettare periodicamente la ghiandola con un disinfettante indolore.

Infezione della ghiandola ombelicale

Infezione della ghiandola ombelicale

Nei criceti russi particolarmente grassi si può osservare una forma di infiammazione cutanea, con perdita di pelo e ispessimento della cute in corrispondenza della gola e delle ascelle. Si tratta di una patologia causata dalla frizione della cute secondaria all’obesità. La condizione può essere alleviata applicando sulla cute un disinfettante, ma è solo ottenendo una riduzione di peso del criceto, e quindi la scomparsa delle pieghe, che si può risolvere in modo definitivo il problema.

Infiammazione della pelle causata da obesità

Infiammazione della pelle causata da obesità

Infezioni respiratorie

Le infezioni respiratorie non sono molto comuni nei criceti da compagnia. Il criceto è sensibile al virus del raffreddore, e se colpito manifesta starnuti, scolo nasale e a volte polmonite. In genere si ha una guarigione spontanea entro una settimana. Se sopravviene un’infezione batterica secondaria sia ha un aggravamento dei sintomi, con abbondante scolo nasale, respiro affannoso, anoressia e abbattimento. Solo in questi casi è indicato somministrare antibiotici, vista la loro potenziale pericolosità.

Un’altra forma virale è la polmonite da virus Sendai. E’ di solito asintomatico negli adulti, ma può dare un’infezione mortale nei piccoli.

Vari tipi di batteri possono causare polmonite, che di solito si manifesta in forma acuta con difficoltà respiratoria, scolo oculo-nasale e anoressia. I batteri possono diffondersi e causare ascessi negli organi interni.

Nelle infezioni respiratorie si attua una terapia di sostegno, fornendo calore e somministrando liquidi per via sottocutanea e antibiotici. Gli individui ammalati vanno subito isolati da quelli sani.

Lesioni traumatiche agli arti

Le lesioni agli arti, in particolare fratture, sono relativamente frequenti nei criceti. Sono causate soprattutto da cadute, quando il criceto viene lasciato cadere a terra, in genere dai bambini, o quando cade arrampicandosi sulle sbarre della gabbia. A volte l’arto resta impigliato sulle sbarre, sulla scaletta o sulle sbarre della ruota. Una causa di lesioni agli arti è anche il materiale sintetico venduto come materiale per il nido, che si impiglia strangolando la circolazione.

Lesione alla zampa che è rimasta schiacciata tra la ruota e le sbarre

Lesione alla zampa che è rimasta schiacciata tra la ruota e le sbarre

Frattura di una zampa

Frattura di una zampa

Le fratture nei criceti non si prestano a interventi di osteosintesi o a fasciature, sia per la taglia ridotta del roditore che per la sua intolleranza a elementi estranei applicati al corpo. In caso di frattura è consigliabile alloggiare il criceto in una gabbia a pareti lisce, senza elementi per arrampicarsi e senza ruota. Se si rende necessaria, l’amputazione è tollerata molto bene. In caso di perdita di un arto anteriore, si può riscontrare la difficoltà a svuotare la tasca guanciale del lato corrispondente e quindi problemi di costipazione della tasca.

Coriomeningite linfocitaria

Questa malattia è causata da un virus che può colpire diversi organi tra cui cervello, meningi, fegato, milza e pancreas. Il serbatoio naturale del virus è il topo selvatico. Tra i roditori da compagnia, il topo ed il criceto sono le sole specie in grado di trasmettere questa malattia. Gli altri roditori, il coniglio e i primati (uomo compreso) possono talvolta infettarsi, ma non sono in grado di trasmettere il virus contagiando altri soggetti.

Si tratta di una zoonosi (una malattia trasmissibile alle persone) che può anche essere grave. I sintomi si limitano in genere ad una sindrome influenzale, ma è possibile l’evoluzione verso una meningite. La trasmissione all’uomo sembra avvenire tramite morsi o graffi.

I sintomi nel criceto variano secondo il ceppo virale e l’età dei soggetti. I soggetti molto giovani sviluppano in genere una forma acuta che si manifesta con infiammazione delle palpebre, pelo arruffato, edema della faccia e convulsioni. Una parte degli animali colpiti muore, una parte guarisce spontaneamente e un’altra parte sviluppa una malattia cronica che causa lesioni renali e che si estende progressivamente agli altri organi. La forma cronica evolve in genere verso la morte, dopo che l’animale ha disseminato il virus per tutta la durata della vita tramite la saliva, l’urina e il latte.

I criceti adulti colpiti di solito guariscono spontaneamente in circa quattro settimane. Durante questo periodo presentano sintomi vaghi e poco specifici.

Non esistono trattamenti. Nei criceti di casa la malattia è estremamente improbabile, e per prevenirla è sufficiente evitare che i nostri piccoli roditori entrino in contatto con i topi, domestici o selvatici.

Problemi negli animali anziani

Il 90% dei criceti dorati anziani sviluppa una malattia detta amiloidosi generalizzata, una forma degenerativa che consiste nel deposito a livello degli organi interni, soprattutto i reni, di una proteina detta sostanza amiloide. La malattia progredisce più rapidamente nelle femmine. L’amiloidosi renale causa insufficienza renale che si manifesta con aumento della sete e della produzione di urina, edema (accumulo di liquidi a livello cutaneo), ascite (accumulo di liquidi nell’addome), proteinuria (perdita di proteine con le urine) e dimagramento.

I criceti dorati anziani sono soggetti a trombosi cardiaca (formazione di un coagulo nel cuore). Questo può causare malessere improvviso con grave difficoltà respiratoria o addirittura morte improvvisa. La diagnosi in genere si può effettuare solo con la necroscopia.

L’incidenza di tumori spontanei nei criceti russi anziani è altissima (fino al 100%). I tumori possono essere benigni o maligni e interessare qualunque organo interno o la cute. Purtroppo, mentre i tumori della pelle possono essere osservati in tempo per essere asportati, quelli interni sono quasi impossibili da diagnosticare in tempo utile.