Classificazione, anatomia e fisiologia

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Classificazione, anatomia e fisiologia 2017-11-24T19:36:22+00:00

Introduzione

Possiamo definire i pesci come animali acquatici a sangue freddo dotati di colonna vertebrale, branchie e pinne.

I pesci sono comparsi 450 milioni di anni fa e sono adattati a vivere nell’ambiente acquatico. Le specie conosciute sono quasi 28.000, circa la metà di tutte le specie di vertebrati.

La struttura dei pesci varia notevolmente; la maggior parte ha una struttura fusiforme, che permette di muoversi agevolmente nell’acqua, ma alcune specie sono appiattite (come le sogliole), rotonde, o di forma bizzarra come i cavallucci marini. Le dimensioni variano da 10 mm del Paedocypris progenetica (che è anche il più piccolo vertebrato conosciuto) ai 18 metri dello squalo balena (Rhincodon typus).

Paedocypris progenetica

Paedocypris progenetica

Squalo balena (Rhincodon typus) (foto Zac Wolf)

Classificazione

I pesci sono classificati in tre Classi:

  • Agnatha (Agnati), pesci privi di mascelle, come missine e lamprede;
  • Chrondrichthyes (Condroitti) o pesci cartilaginei, il cui scheletro è fatto di cartilagine, come squali, razze e chimere;
  • Osteichthyes (Osteitti), o pesci ossei, dotati di scheletro osseo che si forma per ossificazione dello scheletro cartilagineo embrionale. Rappresentano la stragrande maggioranza delle specie ittiche.

Gli Agnati attualmente esistenti (circa 50 specie) si dividono in due classi:

Classe Cephalaspidomorphi

  • Ordine Petromyzontiformes (lamprede)

Classe Myxini (missine, pesci anguilliformi)

Gli Agnati sono i Vertebrati più antichi, dai quali si sono evoluti gli Gnatostomi (Condroitti, Osteitti, Anfibi, Rettili, Uccelli e Mammiferi). Hanno un corpo lungo e slanciato, simile alle anguille. Sono necrofagi o parassiti di altri pesci.

Bocca di lampreda

Bocca di lampreda

Lampreda

Missina

Missina

I Condroitti comprendono oltre 1100 specie e sono così classificati:

Sottoclasse Elasmobranchii

Superordine Batoidea

  • Rajiformes (razze e mante)
  • Pristiformes (pesci sega)
  • Torpediniformes (torpedini)

Superordine Selachimorpha

  • Hexanchiformes
  • Squaliformes (squalo spinoso, pescecani)
  • Pristiophoriformes
  • Squatiniformes (squali angelo)
  • Heterodontiformes (squalo di Port Jackson)
  • Orectolobiformes (squali nutrice, squalo balena)
  • Carcharhiniformes (Squalo tigre, squalo toro)
  • Lamniformes (megamouth, squalo mako, squalo bianco, Megalodon)

Sottoclasse Holocephali (chimere)

  • Chimaeriformes (Chimere)

Gli Osteitti si dividono in due classi:

  • Actinopterygii (Attinopterigi). Sono caratterizzati dalla presenza di pinne sostenute da raggi.
  • Sarcopterygii (Sarcopterigi). Hanno pinne carnose, senza raggi. Sono un gruppo di antichi pesci per la maggior parte estinti, sebbene siano probabilmente gli antenati dei vertebrati terrestri.

Gli Attinopterigi comprendono la maggior parte dei pesci ossei viventi. La classificazione tradizionale è la seguente:

pesce2Classe Actinopterygii

I Sarcopterigi sono divisi in due sottoclassi:

Celacanto

Celacanto

ANATOMIA E FISIOLOGIA

 

anatomia_pesce

Le pinne

I pesci possiedono 6-7 tipi di pinne che utilizzano per la locomozione. Ogni pinna ha una specifica funzione e la loro azione combinata permette al pesce di muoversi nell’acqua con grazia ed efficienza. La specializzazione ha portato allo sviluppo di una grandissima varietà di pinne, secondo l’ambiente e la tecnica di locomozione. Ogni pinna è composta di un’intelaiatura di raggi (duri o teneri) ossei o cartilaginei, avvolti da una membrana cutanea, collegata ai muscoli del corpo.

Pinna dorsale

Si trova sul dorso tra la testa e la pinna caudale; fornisce stabilità laterale per consentire il nuoto in linea retta. Non è presente in tutti i pesci (ad esempio alcune varietà di pesci rossi), che hanno quindi difficoltà a muoversi in linea retta. In alcune specie sono presenti due pinne dorsali. In alcuni pesci la pinna dorsale presenta spine con funzione di difesa.

Pinna caudale

La pinna caudale è la più importante per la locomozione perché permette al pesce di eseguire rapidi movimenti in avanti, consente il nuoto veloce e il cambio di direzione. I pesci che nuotano molto velocemente di solito hanno pinne caudali biforcate, mentre le specie più lente hanno pinne arrotondate.

In alcuni pesci (come i pesci rossi e il pesce combattente) sono state selezionate varietà con pinne molto lunghe, che si muovono lentamente.

Pinna anale

Si trova sulla parte inferiore del corpo, tra le pinne pelviche e caudale. Ha la funzione di fornire al pesce stabilità, impedendogli di ruotare e capovolgersi. In alcune specie la pinna anale è costituita da una struttura doppia unita alla base.

In alcune specie la pinna anale del maschio ha una forma affusolata e funge da organo riproduttivo, detto gonopodio. Serve a veicolare lo sperma nella cloaca della femmina durante la fecondazione. Molte specie di caracidi, come i tetra, presentano sulla pinna anale dei piccoli uncini con cui si attaccano al compagno durante l’accoppiamento.

Pinne pettorali

Sono pinne pari (una per lato) poste nella parte inferiore del corpo, sotto l’apertura delle branchie. Forniscono stabilità durante i movimenti nell’acqua e fanno curvare lentamente. Sono pinne in costante movimento.

Pinne pelviche (o ventrali)

Sono pinne pari poste sull’addome, in posizione variabile secondo la specie: sotto le pinne pettorali, o a metà del corpo, o di fronte alle pinne pettorali. Hanno la funzione di frenare, di stabilizzare il corpo e di cambiare direzione.

Pinna adiposa

È una pinna piccola e carnosa presente solo in alcune specie (es. tetra e pesce gatto), posta nel dorso tra la pinna dorsale e caudale. La sua funzione è sconosciuta.

pesce3

Il nuoto

Il pesce è sospeso nell’acqua, un mezzo più denso dell’aria ma che ne sostiene il corpo in movimento. Questo permette ai pesci di muoversi nell’acqua con poco sforzo per vincere la forza di gravità. La forma affusolata, più sottile a livello di testa e coda e più grossa a metà, aumenta l’efficienza dei movimenti del nuoto.

I pesci si muovono contraendo alternativamente i muscoli di ciascun lato della spina dorsale e trasferendo l’energia prodotta alla pinna caudale, che spinge indietro l’acqua in modo da spostare in avanti il corpo. Il nuoto avviene senza creare nell’acqua turbolenze che rallenterebbero il movimento.

Poiché il corpo del pesce è più denso dell’acqua e tenderebbe quindi ad affondare molti pesci possiedono una vescica natatoria, una struttura interna piena di gas che facilita il galleggiamento. La vescica natatoria può espandersi e contrarsi per regolare la quantità di gas che contiene. Quando si contrae, il pesce affonda, e viceversa.

Pelle

La maggior parte dei pesci sono ricoperti di scaglie, altre di scuti. Le scaglie sono formate da lamelle rigidi trasparenti che originano dalla pelle; sono embricate, vale a dire che si sovrappongono tra loro come le tegole dei tetti. Servono a proteggere il corpo del pesce dalle abrasioni meccaniche permettendo allo stesso tempo elasticità di movimento. Le scaglie sono rivestite da uno strato di muco che protegge dall’attacco di batteri e parassiti.

Le scaglie possono essere di diversi tipi. Le più comuni sono:

  • Scaglie ganoidi: sono a forma romboidale. Si articolano tra loro tramite una dentellatura che si incastra in una fossetta della scaglia adiacente.  È il più antico tipo di scaglia.
  • Scaglie ctenoidi: hanno il bordo esterno dentellato.
  • Scaglie cicloidi: sono lisce e arrotondate.

Scaglia ganoide

Scaglie ganoidi

Scaglia ctenoide

Scaglia cicloide

Man mano i pesci con scaglie cicloidi o ganoidi crescono, anche la scaglia cresce, formando cerchi concentrici che a volte possono essere usati per determinare l’età del pesce.

Le scaglie sono incolori e la colorazione del pesce dipende dalle strutture sottostanti, cellule pigmentate dette cromatofori che producono diversi tipi di colori. Alcuni colori dipendono dalla presenza di cristalli che per rifrangenza della luce donano l’aspetto metallico di alcuni tipi di livrea. Il colore può avere vari scopi: mimetismo, attrazione del partner, avvertimento contro i predatori. Durante la stagione riproduttiva e la deposizione delle uova, il colore della maggior parte delle specie è più vivida.

Gli scuti sono un tipo di rivestimento meno comune. Gli scuti possono essere scaglie modificate o piastre ossee.

Alcune specie sono prive di scaglie e hanno la pelle nuda; sono detti appunto pesci nudi e la loro cute è protetta da uno spesso strato di muco.

Scheletro

I pesci presentano un’amplissima varietà di forme e dimensioni, e anche lo scheletro varia di conseguenza. I Condroitti o pesci cartilaginei (squali, razze e chimere) hanno lo scheletro fatto di cartilagine, mentre i cosiddetti pesci ossei o Osteitti (Classi Actinopterygii e Sarcopterygii) hanno lo scheletro osseo; comprendono oltre il 96% delle specie di pesci.

Lo scheletro è costituito fondamentalmente da cranio, colonna vertebrale e coda. I pesci moderni, rispetto ai loro antenati fossili, hanno una struttura ossea molto ridotta rispetto alla massa muscolare, cosa che consente loro manovrabilità e velocità.

scheletro2 scheletro1

La colonna vertebrale è la struttura portante e di inserzione dei muscoli del nuoto e serve anche come protezione del midollo spinale. Le singole vertebre non si articolano tra loro come quelle dei mammiferi ma sono semplicemente connesse da una serie di legamenti. Il centro della vertebra è concavo si anteriormente che posteriormente e lo spazio tra due corpi vertebrali adiacenti è riempito da una struttura cartilaginea sferica che li distanzia leggermente e consente loro di flettersi.

Ai lati delle vertebre si estendono le coste che proteggono gli organi viscerali. Al di sopra delle vertebre, solitamente non in contatto diretto, si estendono le spine dorsali, che sostengono la pinna dorsale. Le pinne pettorali e pelviche (o ventrali) sono sostenute dal cinto pettorale e dal cinto pelvico (collegati al cranio), strutture molto semplici costituite da un numero limitato di segmenti ossei.

I cavallucci marini hanno lo scheletro molto modificato, irriconoscibile rispetto alla struttura classica dei pesci ossei, e che forma una sorta di armatura, molto resistente, che protegge il corpo.

Respirazione

bettaI pesci per vivere hanno bisogno di ossigeno, che ricavano dall’acqua attraverso le branchie, strutture pari poste ai lati della faringe. Le branchie sono organi riccamente vascolarizzati, molto efficienti nell’estrarre l’ossigeno dall’acqua. L’acqua entra dalla bocca, passa nel faringe e viene pompata attraverso le branchie, nei cui capillari avviene lo scambio gassoso: l’ossigeno viene assorbito dall’acqua e vi viene rilasciata l’anidride carbonica. Le branchie sono coperte da un opercolo osseo, flessibile, visibile ai lati della testa, dalla cui apertura esce l’acqua “espirata”. Le branchie sono strutture molto delicate e non devono mai essere toccate.

I pesci con forti consumi energetici hanno anche un’elevata richiesta di ossigeno e devono muoversi costantemente per ossigenarsi.

Alcuni pesci, gli anabantidi (tra cui i pesci combattenti), che vivono in acque poco ossigenate sono capaci di respirare aria atmosferica tramite un organo detto labirinto, posto dentro la testa, dietro le branchie. Contiene migliaia di sottili vasi sanguigni che possono assorbire l’aria inalata.

Circolazione del sangue

I mammiferi hanno una doppia circolazione del sangue: cuore-polmoni-cuore e cuore-corpo-cuore. I pesci al contrario hanno un circuito unico: cuore-branchie-corpo-cuore. Il cuore comprende quattro camere, che però sono in sequenza e non appaiate come nei mammiferi: seno venoso, atrio, ventricolo, cono arterioso. Il seno venoso raccoglie il sangue deossigenato che proviene dal corpo attraverso le vene epatica e cardinale. Il sangue da qui passa nell’atrio e quindi nel ventricolo, la vera e propria struttura di propulsione; la muscolatura del ventricolo spinge il sangue nel cono arterioso e da qui all’aorta ventrale, da dove giunge alle branchie per essere ossigenato. Il sangue ossigenato lascia le branchie e passa nell’aorta dorsale da dove viene distribuito in tutto il corpo.

pesce_cuore

Escrezione

Il principale prodotto terminale del metabolismo proteico dei pesci è l’ammoniaca, che per l’80-90% è eliminata nell’acqua attraverso le branchie. Il resto viene convertito in urea e filtrato dai reni.

I reni sono organi pari, stretti e allungati. I reni non sono solo organi escretori; hanno un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio osmotico, vale a dire nel mantenere l’equilibrio tra sali e acqua all’interno dell’organismo. I pesci d’acqua dolce vivono in un ambiente che contiene meno sali del loro organismo e per diffusione l’acqua tende ad entrare nelle cellule. In questi pesci l’acqua in eccesso nel corpo viene eliminata attraverso i reni che producono un’urina molto diluita.

Il contrario accade nel caso dei pesci marini, che vivono in un ambiente in cui la concentrazione di sali è maggiore di quella del loro corpo; ciò porta a perdere acqua per diffusione dalle cellule all’acqua marina. Questi pesci quindi bevono costantemente per rimpiazzare l’acqua persa e producono poca urina.

Apparato riproduttivo e riproduzione

acquario9Le gonadi (rispettivamente le ovaie nella femmina e i testicoli nel maschio) sono organi pari, di dimensioni simili, che possono essere parzialmente o completamente fusi. Sono situati tra i reni e l’intestino. Le loro dimensioni variano notevolmente secondo il momento riproduttivo: aumentano di volume molte volte prima della riproduzione e nei periodi quiescenti si riducono.

I pesci possono avere diverse modalità di riproduzione. Il 97% delle specie sono ovipare, vale a dire che depongono uova che si sviluppano al di fuori del corpo materno. Di norma la fecondazione è esterna, vale a dire che maschi e femmine depongono i gameti nell’acqua. Alcune specie praticano la fecondazione interna: il maschio depone lo sperma all’interno del corpo della femmina. La fecondazione interna è resa possibile dalla modificazione nel maschio della pinna anale in organo copulatore.

Alcune specie sono ovovivipare: l’uovo viene fecondato e si sviluppa all’interno del corpo materno, ma senza ricevere alcun nutrimento, che viene fornito dal tuorlo. Altre specie (rare) sono vivipare: l’embrione, sempre fecondato internamente, non solo si sviluppa dentro il corpo della madre ma viene da questa nutrito tramite una placenta.

Nelle specie ovipare di solito le uova (femminili) e lo sperma (maschile) vengono rilasciati in acqua dove avviene la fecondazione. Le uova possono anche essere adese ad un substrato, come ad esempio le foglie delle piante acquatiche.

La maggior parte delle specie è costituita, com’è intuitivo, da maschi e femmine, ma vi sono eccezioni. Sono abbastanza comuni le specie ermafrodite, costituite da soggetti con gonadi sia maschili che femminili. Queste specie possono essere ermafroditi simultanei o sequenziali. Nel primo tipo ogni soggetto è sia maschio che femmina allo stesso tempo, anche se la maturità delle gonadi maschili e femminili può avvenire in sequenza, per evitare l’autofecondazione. Nelle specie ermafrodite sequenziali ogni individuo è di un solo genere alla volta e può cambiare sesso.

Organi di senso

Sistema della linea laterale

Il sistema della linea laterale, che si trova in molti pesci e in alcuni anfibi acquatici, è un organo di senso sensibile alle differenze di pressione dell’acqua, dovute ad esempio a cambiamenti della profondità o da onde causate da oggetti in avvicinamento. La linea laterale è composta da recettori posti lungo i fianchi del pesce, detti neuromasti, composti da un gruppo di cellule sensoriali dotate di strutture ciliari racchiuse in una capsula gelatinosa e da cellule di sostegno. I neuromasti inviano continui segnali nervosi. Quando le onde di pressione fanno muovere le capsule gelatinose del neuromasti, piegando le ciglia che avvolgono, la frequenza degli impulsi nervosi aumenta o diminuisce, a seconda della direzione in cui si piegano. Struttura e funzionamento dei neuromasti sono simili a quelli delle cellule dell’orecchio interno dei vertebrati, che servono a captare i suoni (onde sonore).

I neuromasti possono trovarsi singolarmente, in piccoli gruppi o in file all’interno di solchi o canali e vengono allora definiti come sistema della linea laterale, una struttura visibile in molti pesci lungo il corpo.

Quando un pesce nuota provoca nell’acqua un’onda di pressione che è rilevabile dal sistema della linea laterale degli altri pesci. Inoltre, crea davanti a sé un’onda la cui pressione è superiore a quella del flusso delle onde lungo i suoi fianchi. Queste differenze di pressione vengono registrati dal sistema della linea laterale. Quando il pesce si avvicina ad un oggetto, come una roccia o la parete di vetro di un acquario, le onde di pressione attorno al suo corpo vengono distorte e questi cambiamenti sono rapidamente identificati dal sistema di linea laterale, che consente al pesce di sterzare o di adottare altri comportamenti adeguati. Poiché le onde sonore sono onde di pressione, la linea laterale è inoltre in grado di rilevare suoni a bassissima frequenza, di 100 Hz o meno.

pesce_occhiVista

Il senso della vista nei pesci è piuttosto acuto e viene impiegato nella ricerca del cibo, di rifugi, del partner e per evitare i predatori.

L’occhio dei pesci ha una struttura molto simile a quello dei mammiferi, con le differenze che non sono presenti ghiandole lacrimali né palpebre. L’iride non si contrae: le pupille restano della stessa dimensione indipendentemente dalla quantità di luce. La lente è perfettamente sferica e sporge dalla fessura pupillare; non può modificare la propria forma per mettere a fuoco e l’accomodamento avviene muovendo la lente avanti o indietro. La maggior parte dei pesci riesce a distinguere i colori. Alcuni pesci, tra cui il pesce rosso, sono persino in grado di vedere nello spettro degli ultravioletti.

I pesci hanno un ampio campo visivo: possono vedere in ogni direzione tranne direttamente dietro di loro, perché gli occhi sono localizzati sui lati della testa e ogni occhio opera indipendentemente dall’altro. La visione è binoculare, con la percezione della profondità, solo in una piccola zona davanti al suo muso.

Odorato

In molte specie sono presenti quattro narici, due esterne e due interne, che hanno la funzione di percepire gli odori ma non hanno alcun ruolo nella respirazione. L’odorato svolge un ruolo importante nella ricerca del cibo, nella riproduzione, nel riconoscimento dei luoghi, e in alcuni pesci anche per comunicare il pericolo tramite il rilascio nell’acqua di feromoni che si verifica se la pelle viene danneggiata.

Udito

I pesci possiedono un organo dell’udito ridotto al solo orecchio interno (che è molto simile al nostro), mentre sono assenti l’orecchio esterno (lobo auricolare) e l’orecchio medio (timpano, catena degli ossicini e tuba uditiva). L’orecchio interno è responsabile sia del senso dell’udito che dell’equilibrio ed è posto dietro l’occhio. In alcuni pesci l’orecchio è collegato alla vescica natatoria, che si presume possa agire come una sorta di timpano per amplificare i suoni.

Gusto

I pesci possiedono papille gustative non solo nella bocca ma anche nella pelle che copre la testa, le pinne e le labbra. È quindi probabile che i pesci possono gustare l’alimento prima che entri in bocca.

Apparato digerente

Bocca

La bocca presenta una diversità notevole di forma e funzioni nelle diverse specie. Le labbra sono in genere assenti e i margini della bocca sono rigidi. La lingua di solito è molto semplice e poco o per nulla mobile, rappresentata da uno spesso cuscinetto corneo posto nella mandibola, spesso dotato di piccoli denti. I denti nella maggior parte dei pesci hanno uno strato esterno di smalto e uno interno di dentina. Oltre che lungo i bordi della bocca, i denti possono essere presenti nella faringe e sulla lingua.

Nei pesci c’è una varietà di tipi di dentatura che va dal pesce spatola (Polyodon spathula) in cui i denti sono inseriti nelle gengive, e non collegati alle ossa della mascella, ad alcune specie come il luccio (Esox lucius) in cui i denti sono lassamente collegati alle mascelle per mezzo di legamenti fibrosi, alla maggior parte dei pesci che hanno i denti anchilosati, vale a dire strettamente fissati da tessuto fibroso alle ossa della bocca. In alcune specie di Characidae i denti sono impiantati in alveoli delle ossa delle mascelle.

La maggior parte delle specie di pesci, come pure squali e razze, hanno denti polifiodonti, che sono continuamente sostituiti quando si usurano o vanno persi. Negli Elasmobranchi (squali e razze) i denti sono disposti in file parallele situati dietro il set funzionale. Quelli in attesa di sostituire i denti perduti o danneggiati restano appiatti contro la gengiva e sono rivolti posteriormente, dove possono intervenire nel trattenere il cibo, ma non prendere parte al morso. Quando uno o più denti devono essere sostituiti la gengiva si sposta in avanti tirando i nuovi denti in avanti e raddrizzandoli. Alcune specie non hanno denti che possono essere rimpiazzati, ma possiedono una dentatura a crescita continua, per bilanciare il consumo del tessuto dentale.

La cavità buccale secerne muco per aiutare nella deglutizione del cibo, che ha esclusivamente funzione lubrificante e non contiene enzimi digestivi. Non sono presenti ghiandole salivari.

Faringe

La bocca si continua nella faringe, in cui si trovano le fessure branchiali, attraverso cui l’acqua esce dal tubo digerente e passa nelle branchie. È corta e conduce l’esofago.

Esofago

L’esofago è un tubo muscolare che conduce allo stomaco; è tappezzato da cellule secernenti muco che lubrificato il cibo aiutando a farlo progredire fino allo stomaco.

Ventriglio

È una struttura muscolare che rappresenta una modificazione della prima parte dello stomaco. Il suo scopo principale è quello di frantumare i pezzi di cibo più grossi in pezzi più piccoli facilitando così la successiva digestione. La digestione inizia nel ventriglio perché quest’organo può anche secernere enzimi digestivi.

Stomaco

Lo stomaco ha una struttura poco definita; è costituito da una struttura muscolare dal contenuto molto acido (pH 2-4) grazie alla secrezione di acido cloridrico. Lo stomaco secerne anche diversi enzimi digestivi, il principale dei quali è la pepsina. È separato dall’intestino tramite la valvola pilorica. In alcune specie lo stomaco è assente.

Cechi pilorici

Sono sacchi a fondo cieco posti tra lo stomaco e l’intestino, presenti in alcune specie. Il loro numero è variabile secondo la specie e va da 1 a 200. La loro funzione è poco chiara e sembra legata alla secrezione di enzimi digestivi quali la tripsina. È possibile che abbiano funzioni diverse nelle diverse specie.

Intestino

È costituito da un lungo tubo muscolare deputato alla digestione del cibo e all’assorbimento dei principi nutritivi. La lunghezza varia con il regime alimentare: come regola generale i pesci carnivori hanno l’intestino più corto e quelli vegetariani più lungo. Nei pesci che assumono alimenti vegetali parte della digestione è effettuata da batteri e funghi che si alimentano della cellulosa producendo sostanze utili che vengono assorbite dall’intestino dei pesci.

Retto

È la parte terminale dell’apparato digerente e raccoglie le feci prima di eliminarle nell’acqua. Nella maggior parte dei pesci si apre all’esterno attraverso l’ano, un’apertura situata anteriormente a quelle riproduttiva e urinaria.

Fegato

È un organo voluminoso che svolge diversi ruoli: è la sede in cui viene immagazzinato il glicogeno, produce una varietà di sostanze, tra cui gli enzimi che aiutano la digestione e vari ormoni e altre importanti sostanze. La forma del fegato varia secondo la specie; ha di solito due lobi distinti, ma può avere un solo o anche tre. In genere è presente la cistifellea, che secerne sostanze che digeriscono i grassi. Il fegato ha sempre almeno uno e talvolta fino a otto dotti che sboccano nella prima parte dell’intestino; spesso il pancreas condivide uno di questi dotti.

Pancreas

Il pancreas è ben sviluppato nei pesci polmonati (dipnoi), in squali e razze e nei pesci giovani, ma in molti teleostei è di dimensioni piuttosto ridotte e ha una struttura diffusa negli adulti. In squali e razze è del tutto distinto dal fegato, ma nei teleostei in cui è presente è spesso parzialmente inglobato nel fegato. Il pancreas secerne nell’intestino enzimi digestivi come tripsina (che digerisce le proteine), amilasi (per la digestione dei carboidrati) e lipasi (che attacca i grassi), che giungono nel lume intestinale attraverso la condivisione di uno dei dotti epatici o tramite un proprio dotto pancreatico.

 

Termoregolazione

Quasi tutti i pesci possono essere considerati animali “a sangue freddo” e più precisamente ectotermici, vale a dire che la loro temperatura corporea è uguale a quella dell’acqua in cui si trovano e non sono in grado variarla con il metabolismo. Vi sono tuttavia delle eccezioni, come il tonno, che può mantenere una temperatura corporea di diversi gradi superiore a quella ambientale.

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