Perché “animali esotici”?

-Perché “animali esotici”?
Perché “animali esotici”? 2017-11-24T19:36:28+00:00

animali esoticiIl termine “esotico” riferito agli animali richiama alla mente immagini di specie strane o inusuali, come il camaleonte o la pantera, per cui attribuito agli animali tenuti per affezione nelle nostre case, come cavie o canarini, può essere fuorviante. In questo termine rientrano, infatti, anche animali per noi niente affatto esotici, come il coniglio o il furetto, originari dell’Europa e allevati in Italia da millenni.

Perché allora parliamo di animali esotici?

Questa parola ha in realtà diverse eccezioni. Il termine esotico viene in effetti correttamente applicato a specie non autoctone dell’Italia, come pappagalli e tantissime specie di tartarughe, per fare un esempio, ma comprende anche specie, come appunto il coniglio, che non rientrano nella definizione classica di animale da compagnia (come sono per tradizione il cane e il gatto).

Il suo impiego è poi rafforzato dalla medicina veterinaria anglosassone, in cui anche coniglio e furetto sono veramente “esotici”, in quanto effettivamente non autoctoni. Tutti questi animali “non convenzionali” nei testi di medicina veterinaria vengono comunemente definiti exotic animals.

Con “animali esotici” la AAE intende pertanto tutte le specie animali, legalmente detenute, presenti nelle case italiane come animali da affezione, siano esse invertebrati, pesci, anfibi, rettili, uccelli o mammiferi.

Il numero di questi animali è enorme. Secondo alcuni dati recenti, il coniglio è statisticamente il terzo animale da compagnia più presente nelle case degli italiani dopo cani e gatti. Seguono 1.000.000 di tartarughe d’acqua dolce, 500.000 roditori, 50.000 iguane, 20.000 pappagalli, 10.000 serpenti e circa 500.000 altri animali esotici. Il numero di questi animali è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, poiché spesso vengono acquistati senza alcuna riflessione sulle loro esigenze, come moda del momento o come souvenir di viaggi in paesi esotici, dove è facile trovarli per pochi dollari. Troppo spesso vengono comprati senza alcuna conoscenza della loro corretta  gestione e delle primarie necessità indispensabili non solo ad un’esistenza dignitosa, sana e nel rispetto dell’animale, ma anche alla mera sopravvivenza fisica. È infatti esperienza comune dei veterinari che trattano questi animali che la principale causa di malattie e morte sono gli errori di gestione e alimentazione.

La conoscenza, l’informazione, l’educazione, la tutela dei loro diritti e del loro benessere  è la finalità che AAE  si prefigge con questo spazio dedicato, che potrà prendersi carico di segnalazioni di animali esotici abbandonati/maltrattati, grazie a specifiche collaborazioni in grado di rispondere alle realtà di tutto il territorio nazionale, fornendo indicazioni precise sugli aspetti principali della gestione per garantire il loro benessere e la loro salute.

Sebbene la AAE non incoraggi la detenzione di tante specie animali che mal si adattano alla cattività, prende atto del fatto che, al momento, sono legalmente commercializzate, e ritiene di dover informare correttamente sull’impegno che richiede la loro detenzione e su come questi animali vadano correttamente gestiti.