Le patologie respiratorie del coniglio

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Le patologie respiratorie del coniglio 2017-11-24T19:36:25+00:00

patol_resp_coniglioLe patologie respiratorie del coniglio sono frequenti, spesso gravi e non sempre di facile risoluzione. Tra queste, si osservano più di frequente le infezioni batteriche, ma possiamo anche riscontrare patologie secondarie a malattie cardiovascolari, patologie tumorali e forme allergiche.
Le patologie dentali possono causare sintomi simili alle infezioni delle prime vie aeree (scolo nasale e oculare) se le radici dentali dei denti molariformi superiori o degli incisivi superiori si allungano troppo e occludono il dotto naso-lacrimale. In caso di paura o di temperatura ambientale elevata il coniglio presenta un evidente aumento della frequenza respiratoria, che non va confusa con un sintomo di patologia respiratoria.

Il coniglio presenta un’importante particolarità anatomica, che rende particolarmente gravi le infezioni delle prime vie respiratorie. Questa specie infatti non è in grado di respirare dalla bocca, ma lo può fare solo attraverso le narici. Quindi patologie delle prime vie aeree che ostruiscono le narici, che costituirebbero una patologia relativamente benigna in altre specie, nel coniglio possono risultare molto gravi. La respirazione a bocca aperta è sempre un sintomo molto serio nel coniglio e spesso prelude alla morte.

Patologie delle vie aeree superiori

Le infezioni delle prime vie aeree sono frequenti nei conigli da compagnia; possono rappresentare sia forme acute sia croniche. I sintomi possono comprendere: scolo nasale sieroso, mucoso o purulento e starnuti, talvolta accompagnanti da lacrimazione, con condizioni generali solitamente normali, ed eventuale respiro difficoltoso. I conigli amano tenersi scrupolosamente puliti perciò a volte le narici sono pulite, ma la parte interna degli arti anteriori appare imbrattata, segno che è presente uno scolo nasale.

L’infezione delle prime vie aeree si può accompagnare a congiuntivite e quindi a scolo oculare (sieroso o purulento) e secondariamente a irritazione della cute della faccia causata dalle lacrime. Il dotto nasolacrimale (il dotto che drena le lacrime dall’occhio all’interno del naso) si può ostruire e causare lacrimazione cronica.
E’ importante tenere presente che sono frequenti cause di scolo nasale ed lacrimazione anche le patologie dentali. Nel coniglio se i denti sono alterati le radici degli incisivi o dei molariformi superiori si possono allungare in modo eccessivo causando l’ostruzione del dotto nasolacrimale.

Le infezioni croniche delle cavità nasali possono aggravarsi fino a causare la formazione di ascessi, con erosione e talvolta grave deformazione delle cavità stesse. Questi casi sono molto difficili, se non impossibili, da curare.
Una complicanza dell’infezione delle prime vie respiratorie può essere rappresentata dall’otite media, con coinvolgimento delle bolle timpaniche. In questo caso si può osservare scuotimento della testa, torcicollo, materiale purulento a livello di condotto uditivo. Radiologicamente, la bolla timpanica coinvolta può apparire alterata, ma un esame negativo non permette di escludere la presenza di otite media.

Sostanze irritanti, come polveri causate da fieno di scarsa qualità, lettiera scadente, ammoniaca derivante dall’urina, fumo, sono un fattore che può predisporre o aggravare le infezioni nasali. Le riniti allergiche nel coniglio sono considerate rare e comunque difficili da identificare.
Sono possibili tumori dei tessuti interni delle cavità nasali, che vanno differenziati dalle infezioni.

Patologie delle vie aeree profonde

Le forme infettive rappresentano di gran lunga le patologie più frequenti delle vie aeree profonde del coniglio. Il batterio coinvolto più spesso è considerato Pastereulla multocida, ma in realtà possono essere implicate moltissime specie di batteri. Le infezioni virali, invece, nel coniglio hanno un ruolo molto marginale.
Esistono diversi ceppi di P. multocida, con diversa capacità di indurre malattia.
Molti conigli sono portatori asintomatici o cronicamente infetti. La trasmissione avviene per contatto diretto (tra compagni di gabbia, al momento del parto dalla madre ai piccoli, o durante l’accoppiamento) o indiretto, ad esempio tramite gli abbeveratoi, o per aerosol ma solo a breve distanza. La trasmissione è più probabile da parte di un soggetto con forma acuta che un portatore cronico. Ogni coniglio, anche se clinicamente sano, può essere considerato un possibile portatore.

Dopo aver raggiunto le cavità nasali, P. multocida si può diffondere ad altri tessuti e organi come i dotti lacrimali, la congiuntiva oculare, l’orecchio medio, la trachea, i bronchi e i polmoni. La diffusione può anche avvenire agli organi interni attraverso il circolo sanguigno.
In seguito al contatto con P. multocida, secondo la resistenza individuale e il ceppo coinvolto, un coniglio può:
• risultare naturalmente resistente all’infezione;
• eliminare spontaneamente l’infezione (sebbene raramente);
• diventare portatore cronico;
• sviluppare la malattia in forma acuta;
• sviluppare la malattia in forma cronica.

Il periodo di incubazione è difficile da stabilire perché spesso si verificano infezioni subcliniche, ossia senza sintomi evidenti.
La gravità ed il tipo dei sintomi in corso di pasteurellosi sono assai variabili. In pratica ogni organo o apparato può essere colpito; le sedi più frequenti sono le cavità nasali e il faringe. I sintomi possono comprendere: scolo nasale e oculare, congiuntivite, torcicollo, ascessi, dispnea, perdita di peso, morte improvvisa.

I tumori che si sviluppano all’interno del torace sono un’importante diagnosi differenziale nelle forme respiratorie del coniglio. Nelle coniglie anziane non sterilizzate si possono osservare metastasi polmonari di adenocarcinomi uterini. I tumori polmonari primari sono rari, ma sono possibili timomi e linfomi.
I sintomi clinici dei tumori del torace sono correlati alla presenza di una massa all’interno della cavità toracica: respiro difficoltoso, dispnea, intolleranza all’esercizio, respirazione a bocca aperta. Un sintomo peculiare è rappresentato dal l’esoftalmo (la protrusione dei globi oculari), provocato dall’ostacolo del ritorno venoso dei vasi sanguigni della testa. Spesso, quando si osservano i sintomi la massa è già di dimensioni rilevanti.
In diagnosi differenziale delle patologie delle vie aeree profonde vanno considerate le patologie a carico del cuore.

La polmonite nel coniglio talvolta dà scarsi segni clinici. Nelle forme croniche si osserva respirazione difficoltosa, dimagramento, anoressia. Gli animali giovani possono morire improvvisamente. L’auscultazione dei polmoni difficilmente permette di stabilire l’estensione e la gravità del problema, mentre le radiografie del torace possono essere molto utili nella diagnosi, sebbene a volte sia difficile differenziare tra lesioni tumorali e infezioni.
Gli esami del sangue sono utili come check-up generale ma poco specifici per le forme respiratorie.

Terapia delle patologie respiratorie

Poiché la maggior parte delle patologie respiratorie nel coniglio hanno una causa batterica, in particolare P. multocida, gli antibiotici rappresentano i farmaci di prima linea. Idealmente l’antibiotico andrebbe scelto in base ai risultati dell’esame colturale. In mancanza di un antibiogramma, o in attesa del suo risultato, si somministra una terapia antibiotica che sia efficace anche nei confronti di Pasteurella. Nella scelta degli antibiotici va sempre tenuta presente la potenziale tossicità degli antibiotici nei confronti della flora intestinale del coniglio.

La terapia antibiotica delle infezioni respiratorie del coniglio non deve essere troppo breve (la durata minima è di 2 settimane); spesso è consigliabile un trattamento di 2-3 mesi e talvolta va protratta per tutta la vita. In molti casi si può solo cercare di tenere l’infezione sotto controllo, senza riuscire a debellarla completamente.

Può essere utile l’aerosol terapia, utilizzando soluzione fisiologica eventualmente addizionata con antibiotici. A volte è di utilità l’applicazione direttamente nelle narici di colliri contenenti antibiotici.
I cortisonici vanno evitati perché facilmente inducono immunodepressione e possono esacerbare una forma batterica.
In caso di congiuntivite si possono impiegare colliri antibiotici
E’ importante che l’ambiente in cui vive il coniglio sia pulito, privo di polverosità e ben arieggiato. Va evitata l’esposizione a sostanze irritanti quali ammoniaca e fumo.
Se si sospetta una forma allergica si può tentare la somministrazione di antistaminici.