Gli arieti sono tranquilli e altri miti pericolosi

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Gli arieti sono tranquilli e altri miti pericolosi 2018-02-12T22:33:37+00:00

Come consulente per le adozioni mi viene spesso chiesto, “quali sono le razze migliori per i bambini?” Oppure la gente mi dice “Ho un piccolo appartamento, quindi voglio prendere un coniglio nano”. Cosa c’è si sbagliato in queste affermazioni?

Il problema principale è che ci sono tante eccezioni quante sono i conigli che si adattano alla descrizione di una particolare razza. Un problema connesso è giudicare un animale dall’apparenza piuttosto che dalla personalità. Chiunque abbia osservato un coniglio nano lanciarsi dalla cucina fino al portico attraverso il divano, dalle 3 di notte fino a metà mattina, capisce subito l’errore del ragionamento “appartamento piccolo /coniglio piccolo”. Il fatto è che non c’è un appartamento troppo piccolo neanche per il coniglio più grande. E se ci fosse una generalizzazione sicura da fare, sarebbe quello che i conigli più grandi tendono ad essere meno attivi e quindi richiedono meno spazio rispetto alle razze nane.

 

Quindi fai attenzione alle frasi che iniziano con “ Gli arieti sono …” oppure “Gli angora sono …”. Tali generalizzazioni di solito agiscono come schermi che oscurano lo specifico animale e spostano l’attenzione invece su un’astrazione (di solito imprecisa). E mentre è vero che siamo tutti nati con una specifica personalità, che noi (i conigli e gli umani allo stesso modo) non usciamo dall’utero come fogli bianchi, non è vero che c’è un gene chiamato “buono con i bambini”. La maggior parte dei conigli, se vengono riprodotti intenzionalmente, anzichè accidentalmente, sono allevati per l’aspetto, non per la personalità. Gli umani hanno creato un coniglio con il corpo bianco e orecchie, naso, piedi e coda marroni, sia di taglia grande (Californiano) che piccola (himalayano), ma non uno che abbia innato il piacere di essere afferrato da piccole mani appiccicose.

 

L’anima dietro la faccia

In termini di aspetto, è molto più fruttuoso leggere il singolo coniglio – la sua espressione facciale, la sua posizione corporea – invece che il colore del suo mantello. I conigli dolci hanno facce dolci, indipendentemente dalla razza. I conigli preoccupati sembrano preoccupati. Raramente si girano sulla schiena o si sdraiano con le zampe posteriori protese dietro di loro. I conigli più tranquilli si adagiano alla vecchia maniera, penzolando dalle tue braccia, nel mezzo di una stanza affollata. I conigli irritabili hanno espressioni facciali scontrose, proprio come quel brutto cassiere della banca che ti fa sentire come se ti stessi imponendo a lui quando ritiri i tuoi soldi dalla sua banca. Come studente della natura dei conigli, sono queste le osservazioni di cui fare tesoro.

Mano nella mano con le generalizzazioni sulla razza vanno le preferenze di razza. Gli affidatari della House Rabbit Society spesso ricevono richieste come “Stiamo cercando un ariete francese”; o “Il nostro ultimo coniglio era olandese. Ne hai qualcuno? “L’enfasi sottostante qui non è nuovamente sull’astrazione piuttosto che sull’individuo? Anche se esistesse una “personalità angora”, non ci sono anche eccezioni, variazioni, contraddizioni? Quali relazioni tra gli umani tendono a durare più a lungo, quelle basate sull’aspetto fisico o sulla personalità?

Uno dei grandi pericoli delle generalizzazioni di razza è che possono diventare profezie che si autoavverano. Se il tuo coniglio nano ti morde, beh, tutti sanno che sono irritabili e non si può fare nulla al riguardo. Più di un coniglio nano è finito in un rifugio per animali a causa di un comportamento che sarebbe stato accettato e affrontato in una razza che non ha una reputazione di aggressività.

 

Un altro aspetto insidioso degli stereotipi è che consente di categorizzare interi gruppi di animali e quindi di scartarli. Ne sono esempi i termini “coniglio da laboratorio” e “coniglio da carne”. Qual è la differenza tra un coniglio da laboratorio e un coniglio di casa? Non esiste, come può dirti chiunque ha salvato il primo e lo guarda trasformarsi in quest’ultimo. È tutto nel nome, ma l’atto stesso di etichettarli così supporta l’idea che alcuni conigli appartengano ai laboratori e altri alle pentole.

 

E dove tutte queste grandi nozioni lasciano quel carattere speciale, il meticcio? Implicitamente, se non esplicitamente, le generalizzazioni di razza favoriscono il coniglio di razza pura. L’incrocio è visto come un cittadino di seconda classe. Quando viene applicato alla specie umana, questo tipo di atteggiamento è, nel migliore dei casi, snobismo e, più spesso, bigottismo.

 

Facciamo sempre generalizzazioni su altre creature in ogni momento. Possono variare da quelle relativamente benigne a quelle decisamente odiose e pericolose. Che cos’è il razzismo, il sessismo, lo specismo o qualcuna delle altre ideologie “noi contro di loro” se non una raccolta di generalizzazioni basate sull’apparenza o la discendenza o la preferenza religiosa? Le persone che non si sognerebbero mai di fare generalizzazioni sugli umani basate sulla “razza” di una persona (ad es. nazionalità, origine etnica, ecc.) si sentono a proprio agio nel valutare i non-umani per il colore della pelliccia o la direzione delle orecchie. Dire che l’ariete è dolce non è diverso dal dire che le bionde sono stupide o i Sagittari senza tatto.

 

Il tuo coniglio è solo sé stesso e nessun altro. Il processo di conoscerlo e viceversa non richiede generalizzazioni. In realtà, è un’esperienza molto particolare, condivisa da voi due. La sua bellezza non risiede nel fatto che abbia un pedigree come il suo amore per te non è basato sulla tua ascendenza. Una volta rimossi i paraocchi della generalizzazione, il mondo diventa un posto molto più interessante.

Amy Shapiro
House Rabbit Journal Volume II, Numero 10